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Zona economica speciale, grande occasione per Taranto

Pubblicato | da Redazione

La Zes ionica può costituire una grande occasione di rilancio e di sviluppo per Taranto, ma il territorio nel suo insieme deve saper cogliere questa opportunità. E’ questo il messaggio scaturito dal convegno svoltosi nel centro congressi Subfor della Camera di commercio di Taranto. Sono intervenuti, fra gli altri, Gianni Cataldino, assessore comunale di Taranto, Giovanni Gugliotti presidente della Provincia, Luigi Sportelli presidente della Camera di Commercio,  Sergio Prete, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio. I lavori sono stati conclusi da Mino Borraccino, assessore regionale allo Sviluppo economico.

Il convegno si proponeva di fare il punto della situazione, all’indomani della pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ha istituito formalmente la Zes (Zona economica speciale) interregionale ionica. In sostanza, si apre la fase decisiva in cui le imprese e le loro organizzazioni datoriali, le organizzazioni sindacali, gli amministratori locali e, più in generale, l’opinione pubblica dovranno saper cogliere la grande opportunità che questo strumento comporta.

“Senza voler attribuire alla Zes carattere salvifico – ha detto il presidente della Camera di commercio, Luigi Sportelli – è indispensabile che tutte le istituzioni e non solo si adoperino affinchè la Zes diventi un vero volano di sviluppo”. La Zona economica speciale si estende su un’area di 2579,11 ettari di cui 1.518,11 sul versante pugliese e 1.061 su quello lucano.

Secondo l’assessore Borraccino “la Zona Economica Speciale va intesa come un laboratorio in cui promuovere e sperimentare nuovi modelli di produzione, basati sul paradigma dell’economia circolare, sui principi della riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali, del riciclo e del riutilizzo di scarti e sottoprodotti, contestualmente puntando sulla semplificazione amministrativa e l’efficienza del sistema Regione. In definitiva, le premesse ci sono tutte. Ora si può, e si deve, finalmente partire”.