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“Voi che pagate il canone… è giusto che sappiate”. Lo sfogo amaro del giornalista Rai (tarantino)

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Luigi Monfredi è un volto noto del Tg1 ma è soprattutto un giornalista di lungo corso. Uno di quelli approdato in Rai alla fine della gavetta locale (VideoLevante Taranto, per esempio…). Accadeva così, spesso, un tempo.

Ha postato su Fb la sua analisi fredda, il suo sfogo appassionato:  disamina tecnica, a metà tra la reprimenda sindacale e la rivendicazione civile: la tv pubblica continua a dissipare patrimonio umano e finanziario, chiude  spazi agli interni e chiama a raccolta gli amici degli amici che girano per l’isolato in attesa del proprio turno per condurre, gestire, scrivere, realizzare, produrre. Sia chiaro, niente di male se si tratta di potenziamento, valore aggiunto, miglioramento dell’offerta. Ma da anni, forse da tanti, magari da sempre, si tratta di collocare…. ricollocare… piazzare… sistemare.. posizionare… calibrare e garantirsi rendite di posizioni e crediti politici.

E non cambia nulla, ci dice Monfredi. Anzi…

Ecco IL POST di Luigi Monfredi

“VOI CHE PAGATE IL CANONE
E’ GIUSTO CHE SAPPIATE
P.s. lo pago anche io, eh…

La conduzione della trasmissione simbolo del servizio pubblico radiotelevisivo, Mi manda Rai 3, affidata ad un giornalista esterno, l’ennesimo. Tra i 1600 giornalisti interni evidentemente, ancora una volta, non ce n’era uno in grado.
Agli interni vengono tolti i giornali, le troupes, le stampanti, la carta, anche quella igienica, e tanto altro. Spesso, in nome del risparmio, si impedisce loro di fatto di lavorare.
1 esterno arriva a costare per una stagione quanto 20 interni in un anno, e comunque mai meno di quanto costano 3 interni. E non è detto che l’esterno garantisca ascolti eccellenti, anzi, gli esperimenti degli ultimi anni raccontano di autentici flop.
Ecco, è un Paese che proprio non vuole cambiare.
Penso che i telespettatori ignari, che pagano il canone per vederci, debbano sapere come vanno le cose”.