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Vianello (M5S): Trivelle in mare? Eredità Pd

Pubblicato | da Redazione
“Il Movimento 5 Stelle è sempre stato contro le trivelle e sempre lo sarà. Una tempesta di menzogne si è abbattuta contro questo Governo sebbene i permessi di ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio, esternamente al Golfo di Taranto – come anche la concessione di coltivazione Bagnacavallo in provincia di Ravenna – siano unicamente una conseguenza dell’ennesima scelta scellerata fatta dal governo precedente.  Lo avevamo detto che le decisioni nefaste del governo Renzi sarebbero ricadute su chi fosse arrivato dopo. Invece di incorrere in eventuali impugnazioni a seguito del blocco delle autorizzazioni, il Governo ha deciso di portare avanti una proposta normativa per arginare le richieste di trivellazioni sia in mare che a terra e da subito introdurrà, con un emendamento nel prossimo dl semplificazioni, una misura che possa bloccare l’iter di ben 40 titoli minerari ancora pendenti”.

Anche il deputato tarantino del Movimento 5 Stelle, Giovanni Vianello, passa al contrattacco dopo le denunce politiche dei Verdi riguardanti le trivellazioni in Mar Ionio. “La verità è che ci è stata lasciata una pesante eredità”, sottolinea Vianello che nel merito specifica: “I tre permessi di ricerca che interessano il Mar Ionio hanno ottenuto la VIA da parte del ministero dell’Ambiente nel 2017, quindi mesi prima che si formasse questo Esecutivo. Sarebbe interessante – incalza il deputato – se venisse dato seguito a ciò che questo Governo ha fatto per stoppare le trivellazioni invasive, come ad esempio la rinuncia formale del Mise di tre permessi di perforazione in Sardegna e Sicilia, oppure l’iter di rigetto di sette permessi di ricerca nell’Adriatico e nel Canale di Sicilia. A questo – come ha ricordato anche il sottosegretario, Davide Crippa – si aggiungono altri tre titoli su terraferma che non verranno conferiti (Carisio (NO), Tozzona (BO-RA) e Masseria la Rocca- Basilicata)”.  Il Golfo di Taranto non si tocca come del resto le aree vietate alle trivellazioni sia in mare che a terra dovranno necessariamente aumentare, insieme anche alla sospensione delle nuove ricerche di idrocarburi. Questi punti costituiscono il cuore della proposta di legge che ho depositato mesi fa alla Camera e che da sempre rappresenta il pensiero del M5S” conclude.