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Vestire low cost, impresa… possibile!

Pubblicato | da Michele Tursi

Giornata ventosa, sole velato, temperatura variabile. Mi vesto a strati, a cipolla se preferite, come si fa tra marzo e maggio, perchè le mezze stagioni esistono ancora, eccome!
Esco. Direzione centro. Dopo aver mangiato un fetta di focaccia con i pomodorini (quella con il pelato non mi piace), incontro un paio di amici.

Ciao, tutto bene, da quanto tempo. Solite cose fino a quando l’attenzione di uno dei due cade sulla mia giacca. Bella, esclama. Bella pure la camicia – continua – stai vestito proprio bene. L’altro annuisce in un crescendo di complimenti che mi imbarazza un po’.

Quasi per scusarmi provo a dire: ma sapete dove ho comprato questi abiti? Gli amici mi bloccano prima che potessi completare la frase. Non ci interessa, hai scelto bene.
Ora sapete: se mi è presa la voglia di scrivere certe cose, è un po’ colpa loro.

Solo un po’. Sotto, sotto, avrei voluto farlo da tempo, ma ho sempre desistito. Già immagino le facce di chi legge: dovresti desistere ancora… mi suggerite. Ma ormai, miei cari, il dado è tratto. In fondo che male può fare una piccola parentesi fashion, ogni tanto, così, senza impegno.

E senza spendere troppo, ve lo prometto. Anzi l’ideona sarebbe proprio questa, vestirsi (bene?) spendendo poco. Il condizionale è d’obbligo perchè ci sono almeno un milione di esperti che suggeriscono e sussurrano consigli dal web.

Riflettendo, però, vestirsi bene, spendere poco, sono concetti impalpabili e aleatori, liquidi direbbe la buonanima di Bauman (di cui conservo gelosamente un libro autografato di suo pugno). Mode, tendenze, stili, oggi vale tutto.

GiaccaOgni tanto mi capita di vedere qualcuno per strada e di inorridire perchè è vestito proprio a caxxo nonostante l’orgia di abiti, griffe, modelli e modelle che scorre sotto i nostri occhi, tutti i giorni, a tutte le ore. Eppure basterebbe copiare. Ma è proprio lì l’errore. A scuola si copiava il compito dal secchione che consegnava mezz’ora prima della campanella. Nel vestirsi, invece, molti copiano dal compagno di banco ripetente!

Per non portarla alla lunga e prima che finisca Ziggy Stardust di Bowie che sto ascoltando, la giacca di cui sopra, il “bosone” da cui questo casino è nato è quella che vedete nella foto: un blazer in maglia a righe orizzontali.

Quel giorno indossavo anche una camicia bianca, di cotone, con il tessuto un po’ stropicciato e il colletto alla coreana. Ho speso 59.95 euro per il capo spalla e 15.95 per la camicia. In totale quasi 76 euro.
E’ poco, è molto? A me pare giusto per uno stile informale da utilizzare per il tempo libero, ma anche per una giornata di lavoro senza impegni particolari. Ovviamente, qualsiasi cosa decidiate di indossare (camicia, t shirt, polo) sotto una giacca di questo tipo, vale assolutamente una regola: niente fantasie, solo ed esclusivamente tinta unita.
P.s. vi posto pure l’autografo di Zygmunt Bauman… che volete di più!

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