Skip to main content

,

Un fiume di droga sulla città, 29 arresti

Pubblicato | da Redazione

Oltre 15 kg di droga sequestrati, 29 ordinanze di custodia cautelare, un anno e mezzo di indagini con l’impiego di circa 200 poliziotti.

Ma ora i giochi sono finiti. “Game Over” è, appunto, il nome dell’operazione condotta dalla Polizia di Taranto che ha sgominato una banda dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Eroina, cocaina, hashish, un fiume di droga che dal quartiere Paolo VI arrivava in tutta la città e non solo. Un’attività investigativa complessa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura della Repubblica di Taranto “scaturita dal sequestro di quattro chilogrammi di droga” ha spiegato il Procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta durante la conferenza stampa svoltasi nella sede della Questura di Taranto. “Si tratta – ha detto – di un’associazione a prevalente carattere familiare, visto che arruolava figli e nipoti. Nel sodalizio ognuno aveva un compito ben preciso: chi si occupava dei rapporti con i fornitori e chi, invece, consentiva ai clienti abituali di non pagare la roba”.

L’organizzazione faceva attenzione a rifornirsi da chi praticava il prezzo migliore. In una intercettazione telefonica vengono elogiati gli “ostunesi” perchè da loro “compriamo a 49mila invece di 55mila euro”. Il sodalizio criminale aveva un’organizzazione di “tipo industriale”, ha sottolineato il questore Stanislao Stammerra “perché provvedeva a rifornirsi, a gestire ed a rivendere gli stupefacenti non solo ai consumatori ma anche ad altre organizzazioni criminali”.

A tutte le 29 persone colpite da ordinanza di custodia cautelare è stato contestato, a vario titolo, il reato di associazione per delinquere finalizzata alla illecita detenzione, al trasporto e allo spaccio di ingenti quantità di eroina, cocaina ed hashish.

“Nelle indagini – ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Taranto Angela Roges – è stato utilizzato un elicottero con il quale sono state individuate possibili vie di fuga. Ci siamo avvalsi di apparecchiature ad alta tecnologia e di telecamere per le riprese notturne”. All’incontro con i giornalisti hanno partecipato il Procuratore aggiunto di Taranto Pietro Argentino e il sostituto procuratore della Dda di Lecce Alessio Coccioli.