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Turismo, solita disorganizzazione. Il mare cristallino non basta

Pubblicato | da Redazione

Secondo qualcuno l’esperienza è una somma di fregature. In ogni caso dal passato bisognerebbe trarre qualche insegnamento, per non ripetere gli stessi errori. Questa semplice regola di vita sembra non applicabile al turismo. Ogni anno, con l’estate alle porte la provincia di Taranto si fa trovare impreparata. La denuncia arriva dalla Confcommercio che segnala il caso di Manduria. Di seguito il documento con cui si lamentano gravi inadempienze dell’amministrazione comunale.

“La stagione turistica estiva è ormai alle porte e Manduria, con la sua marina non è ancora attrezzata per accogliere in modo adeguato per i turisti. Nell’ultimo incontro del direttivo della Confcommercio di Manduria, ove vi è una notevole rappresentanza di operatori del turismo, è emersa una forte preoccupazione ed il timore che carenze e disservizi possano perpetrarsi anche nel pieno della stagione turistica. Basta camminare per le vie principali di San Pietro in Bevagna – stigmatizza il presidente Dario Daggiano – per accorgersi dello stato di abbandono della località balneare: le strade di collegamento al mare trasformate in pattumiere a cielo aperto per l’abbandono di mobili e manufatti di ogni genere; l’invasione dei venditori ambulanti non autorizzati che occupano gli spazi dei pubblici esercizi.

Da diverso tempo e in diverse occasioni abbiamo invitato l’Amministrazione a prendere provvedimenti affinché si possa dare a tutti (cittadini e operatori del commercio) la possibilità di vivere gli spazi comuni in sicurezza e in un ambiente urbano dotato di tutti i servizi necessari. Non si più tergiversare. Occorre innanzitutto individuare l’area per il mercato etnico giornaliero (con i relativi stalli), lo spazio destinato non può più essere piazza delle Benedettine, sottraendovi posti auto che non sono disponibili altrove; fin da subito bisogna regolamentare il mercatino giornaliero di via delle Perdonanze e rideterminare la zona a traffico limitato in funzione dell’accesso ai parcheggi. Inoltre, sarà necessario sedersi con l’azienda di trasporto pubblico per ridefinire gli orari delle corse degli autobus, ed implementare il servizio che cessa quando la gente è al ancora mare; occorrerà inoltre prevedere una fermata al Parco Archeologico nonché individuare soluzioni per risolvere in modo definitivo la questione della apertura del Parco.

Stesso discorso per la città di Manduria dove non è più possibile disattendere interventi e impegni tante volte segnalati che attengono la viabilità e l’accesso: dai parcheggi a pagamento, all’inversione del senso di marcia di via Uggiano, e così per la questione dell’accesso a via dei Mille per chi proviene da Piazza Garibaldi. Non meno importante la questione della riqualificazione urbana e del decoro del centro storico. Tutto ciò – conclude Daggiano – è necessario per non disperdere quanto sin qui è stato fatto, l’impegno giornaliero di tanti piccoli imprenditori e di Confcommercio che non ha lesinato sforzi per dare servizi alla città e alle marine, basti pensare alle tante iniziative di promozione realizzate: il wi-fi gratuito nelle aree del passaggio e nel centro storico; gli info-point ormai attivi da più di dieci anni lungo la litoranea; l’impegno per rilanciare il Parco Archeologico; gli aperitivi di benvenuto per i turisti. Il richiamo del Salento e delle acque cristalline del nostro mare, non bastano più per far fermare i turisti; occorrono servizi e non abbiamo molto tempo per fare tutto ciò, non serve parlare dei croceristi che visitano la nostra città se non siamo in grado di garantire le condizioni minime di accoglienza. Il dopo Ilva ci ha lasciato un’unica risorsa su cui puntare, il turismo, e non possiamo assolutamente perdere questa unica occasione di riscatto”.