Turchia-Torre Colimena, 73 in una barca di 15 metri. Il video dello sbarco

Avevano pagato 5.600 euro a testa per affrontare un viaggio pericoloso e pieno di insidie. In 73 si sono imbarcati a Bodrum, in Turchia, sulla Blue Marlin II (registrata nel Delaware). Nove giorni di navigazione su una barca a vela di 15 metri, da appena 8 posti. Un viaggio proibitivo finito a Torre Colimena (marina di Manduria), estremo lembo orientale della costa tarantina. Ieri mattina i migranti, tutti uomini, provenienti dal Pakistan, sono stati avvistati mentre sbarcavano in riva allo Ionio come testimonia il video che proponiamo in questo articolo. In poche ore, però, i due presunti scafisti sono stati individuati e assicurati alla giustizia.


Questa mattina il comandante del Nucleo Provinciale dei carabinieri, col. Luca Steffensen ha chiarito i particolari dell’episodio, ricordando l’eccezionalità dello sbarco in provincia di Taranto. “Solitamente – ha detto – queste attività vengono svolte sulle coste del Salento, più prossime a quelle greche. Dobbiamo capire se si tratta di una nuova rotta dell’immigrazione clandestina o, più banalmente, di un errore. Ma su questo stanno indagando i nostri reparti speciali del Ros e l’Interpol”. I due presunti scafisti sono stati individuati e catturati. Si tratta di Boiko Oleksii, nato in Ucraina, 38 anni e Cheromukhin Serhii, anch’egli ucraino, 48 enne. I due sono accusati di “tratta di esseri umani” e “sfruttamento dell’immigrazione clandestina” e si trovano ristretti nel carcere di Taranto. Ai militari hanno raccontato una storia assurda. La riferisce nel video che segue uno degli ufficiali dell’arma che hanno partecipato alla brillante operazione. Da sottolineare, oltre alla prontezza investigativa, la prova di efficienza offerta dalla macchina dell’accoglienza e in particolare dagli abitanti di Avetrana.



Di seguito il resoconto dei carabinieri di Taranto sull’operazione. “Il 2 giugno scorso, nelle prime ore del mattino, a bordo di un natante a vela di circa 14 metri, sono sbarcati sulle spiagge di Marina di Manduria, località Torre Colimena, 73 soggetti di probabile nazionalità pakistana, tutti di sesso maschile, di cui 19 minorenni, tutti sedicenti e sprovvisti di documenti. L’imbarcazione è stata individuata alla deriva nello specchio acqueo antistante, recuperata e posta in sequestro dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli (LE). I migranti sono stati intercettati dalle pattuglie della Compagnia di Manduria mentre in piccoli gruppi percorrevano a piedi la strada provinciale che conduce ad Avetrana. Gli stessi, visibilmente provati da un estenuante viaggio di 9 giorni stipati nella stiva dell’imbarcazione, ma fortunatamente in buone condizioni generali di salute, sono stati condotti nello Stadio Comunale di Avetrana dove una e vera e propria equipe interistituzionale, composta da militari dell’Arma, agenti della Polizia, personale del Comune di Manduria, della Protezione Civile e dell’Agenzia Frontex, volontari di diverse associazioni, nonché da numerosi cittadini della comunità locale, ha prestato accoglienza ed assistenza sanitaria.

Prima di essere trasferiti nel Centro Hotspot di Taranto, i migranti hanno fornito ai militari informazioni utili alla ricostruzione delle fasi dell’odissea intrapresa dalle coste turche ed importanti particolari relativi ai due scafisti che li avevano condotti sulle coste del litorale ionico. I presunti scafisti sono stati descritti come due soggetti di etnia slava e dagli inconfondibili tratti somatici dell’Est Europa. Si tratta di Boiko Oleksii e Cheromukhin Serhii, entrambi nati in Ucraina. Entrambi sono stati notati nella tarda mattinata mentre percorrevano a piedi la strada provinciale Avetrana – Manduria. Accompagnati in caserma, sono stati sottoposti con successo ad individuazione fotografica, che ha consentito al PM di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, di emettere un fermo di indiziato di delitto per “tratta di esseri umani” e “sfruttamento dell’immigrazione clandestina”, e di disporre l’accompagnamento in carcere dei due. Da ulteriori testimonianze fornite successivamente alcuni dei migranti, è emerso che ogni passeggero aveva versato una somma pari a circa 5.600 euro ed aveva consegnato il proprio passaporto ai membri dell’organizzazione criminale. E’ la prima volta in assoluto che si assiste a uno sbarco di profughi pakistani provenienti dalla Turchia sulle coste del litorale ionico”.


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