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Tragedia al porto, la Procura incarica i tecnici: faremo luce!

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Un tornado, quella gru, un giovane operaio che perde la vita: il tragico paradigma si conferma a distanza di sette anni.

Taranto è stata sconvolta dalla morte di Massaro. Così come sconvolta rimase nel 2012 dalla morte di Zaccaria e così come questa città viene sconvolta ogni volta che un lavoratore dell’area industriale perde la vita: al di là circostanze, delle coincidenze e delle eventuali responsabilità. Forse non basta la furia del vento per dare una spiegazione a questa nuova tragedia. Sarà la magistratura, ovviamente, a capirne di più.  “Faremo luce” ha detto poco fa il procuratore Capristo nella sala conferenze dei carabinieri della provincia di Taranto. Accanto a lui, il colonnello Steffensen, il procuratore aggiunto Carbone, il sostituto procuratore Graziano, il comandante della Capitaneria di Porto, Castronuovo, i sommozzatori dei Carabinieri e gli uomini della Capitaneria di Porto di Taranto.

Recuperato il corpo del povero Mimmo Massaro, adesso dal fondo del mare vanno recuperati i fatti, ovvero le cause (qualora ve ne fossero, a parte la bufera), la dinamica e gli effetti tecnici di una tragedia che al di là della potenza distruttiva della natura urla il diritto di sapere tutto sulla manutenzione e sulle condizioni di stabilità di quella gru.  Gli esperti sono al lavoro, ha detto Capristo. Gli investigatori attendono il loro parere. La verità passa anche da lì. Seguiremo gli sviluppi di questa indagine alle prime battute.