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Tokyo, 14 atleti pugliesi alle Olimpiadi: ecco chi sono

Pubblicato | da Redazione

Sono 14 e tutti motivati gli atleti pugliesi pronti a partire per Tokyo, sede dei Giochi Olimpici 2020 spostati al 2021 per ovvi motivi.  

‘La spedizione olimpica più numerosa della storia dei Giochi – commentano con soddisfazione dal Coni Puglia – quattordici i pugliesi che voleranno in Giappone tra entusiasmo, voglia di emergere e qualche possibile medaglia, in rappresentanza di tutte le Province. Volley, scherma, atletica leggera, tiro a volo, tiro a segno, sollevamento pesi, taekwondo, nuoto e karate le discipline rappresentate. La parte del leone la fanno nuoto e atletica con 3 atleti ciascuno” evidenziano dal coni pugliese (in foto copertina Benedetta Pilato in occasione dello Taranto Swimming Race 2019 – foto A. Castellaneta).

Ecco chi sono i 14 atleti pugliesi (fonte testo Coni Puglia):

MASSIMO COLACI (VOLLEY) Nato a Gagliano del Capo (Lecce), ha conquistato la qualificazione ai Giochi di Tokyo proprio nella sua Puglia. Partito dal Salento, è presto arrivato a giocare in A1, diventando protagonista di tanti successi con il Trentino Volley prima e con Perugia adesso. Dal 2014 è il libero titolare della Nazionale, dove ha dimostrato di essere una garanzia in seconda linea, ma anche l’uomo spogliatoio. E’ considerato dai compagni come l’elemento razionale della squadra, concreto e capace di vedere prima e meglio degli altri gli schemi di gioco. Sposato con Marisa, è papà di Andrea, al quale spera di portare un regalo dorato dal Giappone. Ai Giochi di Rio nel 2016 ha vinto l’argento a squadre.

MARTINA CRISCIO (SCHERMA) Foggia. È salita in pedana all’età di otto anni, nel circolo Schermistico Dauno di Foggia. Dalla Puglia, l’azzurra si è poi imposta sui palcoscenici di tutto il mondo e, dopo tutta la trafila delle giovanili, nel 2017 è riuscita a mettersi al collo l’oro mondiale e l’oro europeo nella sciabola a squadre. Amante della musica e dei viaggi, la 27enne in forza all’Esercito vola a Tokyo per vivere da protagonista la sua prima esperienza a cinque cerchi.

MAURO DE FILIPPIS (TIRO A VOLO) Taranto. ll tiro a volo è la sua vita. Si è avvicinato a questo sport ereditando la passione da sua madre e, dal 1996, da promessa si è trasformato in una certezza della Nazionale azzurra, capace di laurearsi vice campione mondiale nel 2019 e di piazzarsi per tre volte sul terzo gradino del podio europeo. Non ha mai smesso di inseguire i traguardi più ambiziosi, facendo appello alla dedizione, alla professionalità e alla cura dei dettagli, i suoi punti di forza, che si propone di trasferire ai più giovani insieme ai segreti di una disciplina che è una passione senza confini.

MARCO DE TULLIO (NUOTO) Bari. Mai nessuno come lui. Il 20enne di Bari è il primo nuotare pugliese a centrare la qualificazione ai Giochi, ma certamente non si presenta a Tokyo per fare la comparsa. In fondo una prima esperienza a cinque cerchi l’ha vissuta nel 2018 ai Giochi olimpici giovanili di Buenos Aires in cui ha conquistato un argento e due bronzi olimpici. Cresciuto da Daniele Borace, con il fratello più piccolo Luca pronto ad incalzarlo nella stessa specialità, nel 2019 si è trasferito al Centro federale di Ostia ed è passato alla corte del “Moro” Morini. Si allena con campioni del livello di Detti ed ogni sessione è una sfida per crescere ed affermarsi anche tra i ‘grandi’.

ELENA DI LIDDO (NUOTO) Bat. Grintosa e solare come la sua Puglia (Bisceglie), il suo percorso nel nuoto è stato di piccoli passi, ma di costante crescita. Ha attraversato tutte le tappe: dai Giochi Olimpici giovanili, ai Giochi del Mediterraneo e alle Universiadi, fino alle convocazioni con la nazionale senior. I primi risultati importanti sono arrivati nel 2018 agli Europei di Glasgow dove è riuscita a vincere la medaglia di bronzo nei 100 farfalla, distanza sulla quale un anno dopo è arrivata quarta ai Mondiali di Gwangju, stabilendo il nuovo record italiano (57″04). Laureata in Scienze delle attività motorie e sportive all’Università di Foggia, si appresta a vivere i suoi primi Giochi Olimpici e lo farà col sorriso che la contraddistingue e, in ogni bracciata, con il ricordo del fratello Silvio che nuotava con lei.

PAOLO MONNA (TIRO A SEGNO) Brindisi Ha costruito la sua favola con metodo, applicazione e talento. Si è avvicinato al poligono quando aveva 10 anni, crescendo in modo esponenziale e diventando l’orgoglio di Carovigno. La ‘sua’ pistola fa centro da sempre: nel 2016 ha guadagnato i riflettori mondiali, mettendosi al collo un doppio primo posto nella tappa di Coppa del Mondo juniores a Suhl, in Germania, preludio per i successivi podi iridati ed europei. L’argento continentale conquistato a Wroclaw è la porta girevole per prenotare un biglietto per Tokyo. E per salire l’ultimo gradino, quello più importante.

BENEDETTA PILATO (NUOTO) TA A 14 anni ha ottenuto il suo primo podio Mondiale, a 15 la qualificazione olimpica con tanto di primato italiano, diventando la prima nuotatrice pugliese della storia ad aver conquistato l’appuntamento a cinque cerchi. A 16 anni ha siglato il record del mondo nei 50 rana. Cosa farà a Tokyo 2020? Baby Pilato è la promessa del nuoto azzurro e il rinvio dei Giochi giapponesi le consente di arrivare alla sfida più matura. Il nuoto resta un hobby da affiancare alla scuola e alla passione per Jovanotti ed i dolci. In Giappone, però, la giovane ‘rana’ è pronta a fare il salto di qualità.

LUIGI SAMELE (SCHERMA) Foggia. Ha iniziato a praticare scherma quasi per caso, grazie al consiglio di un signore mentre era in fila dal barbiere. Ha condiviso il percorso insieme al fratello Riccardo (che ora è un arbitro). Dopo 4 anni da fiorettista puro ha deciso di affiancare all’arma originaria anche la sciabola, diventata la sua scelta vincente. La vittoria del Mondiale Under 18 del 2004 in Bulgaria gli ha aperto orizzonti sconfinati. È cresciuto con il mito di Aldo Montano, con cui ha poi condiviso tanti successi tra cui il bronzo a squadre a Londra 2012. Ha partecipato anche a uno show televisivo ma la sua passione ha un solo nome e si chiama sport, nella sua dimensione globale: è un amante del nuoto, della pallacanestro ma soprattutto del tennis. Bronzo a squadre Londra 2012.

SILVIA SEMERARO (KARATE) Taranto. La naturale inclinazione per lo sport da combattimento è una prerogativa che la caratterizza da sempre. Da piccola – è nata a Faggiano – era soprannominata la ‘belva umana’, un riflesso della determinazione che ha sempre animato le sue performance sul tatami. In bacheca un titolo Mondiale e due Europei nel suo percorso giovanile, che l’ha introdotta come una campionessa di alto profilo nel mondo dei grandi. Si è messa al collo medaglie continentali e l’oro della seconda edizione degli European Games ma la sua ossessione erano i Giochi. Ora a Tokyo va a esplorare l’infinito.

ANTONELLA PALMISANO (MARCIA) Taranto. Fino al 2003 a Mottola giocava a pallavolo ma poi si è convinta a praticare la marcia con un gruppo di ragazzi guidati a Mottola dal tecnico Tommaso Gentile. Nel suo ricco palmarès giovanile brilla la vittoria in Coppa del Mondo juniores – risultato senza precedenti per un’azzurrina – a Chihuahua nel 2010. Dal 2012 si è trasferita a Roma, si è piazzata a ridosso del podio nei Mondiali di Pechino 2015 (quinta) e poi ai Giochi olimpici di Rio 2016 (quarta) nonostante una stagione condizionata da un infortunio al tibiale destro. Nel 2017 ha stabilito il record nazionale nei 10.000 su pista (41:57.29) e vinto il bronzo ai Mondiali di Londra con 1h26:36, seconda italiana di sempre, migliorandosi di oltre un minuto. Un altro bronzo agli Europei di Berlino, nel 2018, prima del matrimonio con Lorenzo Dessi, ‘collega’ del tacco e punta. Gareggia con un colorato fiore di feltro in testa, realizzato dalla mamma. Ha studiato grafica pubblicitaria.

MARIA GRAZIA ALEMANNO (PESI) Brindisi. A 30 anni ce l’ha fatta. E’ stata l’ultima a staccare il pass per Tokyo. Nata a Copertino, una forza della natura, l’atleta del Cs Esercito ha alle spalle una valanga di titoli italiani conquistati. la Federazione Internazionale, in seguito ad una riallocazione delle quote dovuta alla squalifica della colombiana Silgado Atencio e della venezuelana Figuero Roldan, le ha assegnato la possibilità di prendere parte ai Giochi di Tokyo 2020. Alemanno gareggerà nella categoria 59 kg,

FRANCESCO FORTUNATO (MARCIA) Bat. Andriese, ha praticato calcio, nuoto, tennis e pallavolo ma nel 2008 ha incontrato l’atletica con le corse campestri e il mezzofondo. Dall’agosto 2009 ha iniziato a dedicarsi alla marcia sotto la guida dell’ex azzurro Antonio Lopetuso ottenendo poche settimane più tardi il quinto posto ai campionati italiani cadetti. Al debutto internazionale è stato quinto da junior in Coppa del Mondo nel 2012. Cresciuto ad Andria, si è trasferito a Castelporziano nel novembre 2013 per farsi seguire da Patrizio Parcesepe. Dall’ottobre 2020 si allena a Tivoli con Riccardo Pisani. Ama correre, in particolare durante la preparazione invernale, ed è un appassionato di balli caraibici. Diplomato in ragioneria, studia scienze motorie all’ateneo di Foggia.

MASSIMO STANO (MARCIA) Bari. Di Grumo, ma cresciuto a Palo del Colle, si è avvicinato all’atletica nel 2003 praticando il mezzofondo ma nel 2006 ha scelto la marcia dimostrando subito grandi doti. Nel 2013 è stato quarto nella gara dei 20 km agli Europei under 23 di Tampere ma in seguito ha ricevuto il bronzo per la squalifica del russo Bogatyrev. Dopo una serie di infortuni, nel marzo 2018 è tornato a vincere un titolo italiano sulla 20 km migliorandosi di oltre un minuto, poi il terzo posto nei Mondiali a squadre con l’argento per team e la quarta piazza agli Europei di Berlino, a un solo secondo dal podio. Ha realizzato il primato italiano nel giugno 2019 con 1h17:45 a La Coruna. Si è sposato nel settembre 2016 con Fatima Lotfi, ex mezzofondista, ora anche lei passata alla marcia. Ha il diploma di tecnico commerciale programmatore informatico.

VITO DELL’AQUILA (TAEKWONDO) Brindisi. Si è avvicinato al taekwondo grazie al padre, appassionato di arti marziali. Nella palestra New Marzial di Mesagne ha trascorso interi pomeriggi agli ordini del maestro Roberto Baglivo, come aveva già fatto Carlo Molfetta, unico campione olimpico della storia del taekwondo italiano (Londra 2012). Appassionato di musica e fotografia, in futuro sogna di diventare giornalista. Nel frattempo, però, con una medaglia di bronzo mondiale in bacheca (dove ha trovato posto anche un bronzo europeo) vinta in Corea del Sud nel 2017, torna in Asia sperando di ripercorrere il percorso olimpico del suo illustre concittadino (fonte pagina Coni Puglia Fb).