Salute
Tempa Rossa, il regalo di Natale del Governo per Taranto
La decisione è stata assunta dal Consiglio dei ministri numero 64, probabilmente l’ultimo del 2017. Per trovarla bisogna scorrere il resconto finale della seduta quasi fino alla fine, paragrafo “altre deliberazioni”, punto due. Testualmente recita così: “Ai sensi dell’articolo 57, del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, e dell’articolo 14-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 241, il superamento della mancata intesa e il consenso alla prosecuzione del procedimento dell’istanza di autorizzazione per l’adeguamento delle strutture di logistica presso la raffineria di Taranto della società ENI S.p.a., in considerazione della grande rilevanza strategica dell’opera per le politiche energetiche nazionali”.
Tradotto in linguaggio comune significa che il Governo autorizza con i poteri sostitutivi l’adeguamento della raffineria Eni di Taranto ai fini dell’estrazione del greggio dai pozzi di Tempa Rossa. Comune di Taranto e Regione Puglia si erano opposti ai nuovi mega serbatoi e al nuovo pontile per lo stoccaggio del petrolio. Nello scorse settimane, però, Total, Shell e Mitsui (concessionari dei pozzi di Tempa Rossa) e Eni hanno avviato un negoziato per raffinare il greggio negli impianti di Taranto. Insomma, le emissioni inquinanti sono destinate ad aumentare ancora in un’area già dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale. Un bel regalo di Natale.