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TEF 2026, a Taranto si parla di rigenerazione attiva: 15 dibattiti in due giorni
Dopo la conferenza stampa di Roma, il TEF – Taranto Eco Forum ha presentato nel capoluogop ionico il programma della quarta edizione, due giorni di tavole rotonde e dibattiti che si terranno nella sede cittadina del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
Il 21 e 22 maggio torna la manifestazione organizzata da Eurota ETS, Futureventi e RemTech Expo, che in questi anni ha proiettato sul territorio idee e progetti concreti, una visione di futuro innovativa che coinvolge positivamente la comunità, restituendo risultati oggi compiutamente apprezzabili. Oltre l’ampia presenza di partner e le numerose occasioni di confronto, infatti, l’edizione 2026 offrirà ai partecipanti l’opportunità di valutare come le parole si siano trasformate in fatti, grazie al tour nelle aziende che hanno realizzato ciò che è stato presentato negli anni passati, una sorta di spin-off del TEF che si terrà il 20 maggio, prima dell’apertura effettiva dei lavori.
All’appuntamento con gli organi di informazione, tenuto nella Galleria Meridionale del Castello Aragonese, grazie alla disponibilità della Marina Militare, hanno partecipato Vito Felice Uricchio (coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico del TEF e commissario straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto – CNR ITC), Patrick Poggi (presidente Eurota ETS e founder TEF) e Silvia Paparella (general manager RemTech Expo).
Preliminarmente, ha portato i suoi saluti l’ammiraglio di divisione Andrea Petroni (comandante Comando Marittimo Sud Marina Militare), mentre a chiudere l’incontro sono stati gli interventi di Piero Bitetti (sindaco di Taranto), Paolo Pardolesi (direttore del Dipartimento Jonico UniBa), Enrico Amendola (manager New Opportunities Identification CIE B&D (Circular Economy and Business Development) – EIE – Eni Industrial Evolution) e Leonardo Mazza (Puglia Green Hydrogen Valley Project Director – Edison).
Saranno 11 le tavole rotonde dedicate ai temi scelti dal Comitato Tecnico Scientifico, tra i quali si segnalano bonifiche, biorisanamento, rigenerazione attiva, valorizzazione dei rifiuti, economia circolare, transizione e sicurezza energetica, energie rinnovabili, produzione di idrogeno, abitare accessibile e sostenibile, innovazione, IA, cybersecurity, big data, monitoraggi ambientali, space economy, blue economy, governance e pianificazione energetica, mobilità sostenibile, risorsa idrica, ecosistema chimico abilitante, agritech, sostenibilità, governance e responsabilità sociale d’impresa, società benefit, CSR nello sport, cultura della sicurezza, formazione e re-skilling.
A queste tavole se ne aggiungeranno altre 4 più generaliste, gestite da altrettante realtà (Arpa Puglia, Dipartimento Jonico Uniba, Comune di Taranto e associazioni cittadine), oltre la presentazione delle start up di Eni Joule, l’area espositiva e gli ormai tradizionali appuntamenti con la sessione internazionale in lingua inglese e il Bioeconomy Day. Durante quest’ultimo, saranno consegnate le borse di studio previste dal progetto “Tra Scienza e Ambiente: in viaggio verso la Sostenibilità”, promosso da Eurota ETS, Uniba ed Ecologica spa.
“La rigenerazione attiva e l’equilibrio del progresso a tutela del bene comune” è il titolo assegnato a questa edizione, una dichiarazione d’intenti che riassume il ruolo assunto dal TEF in questi anni: essere cassa di risonanza per tutto ciò che riguarda i campi della sostenibilità, dell’innovazione della transizione e della sicurezza energetica, affinché economia e società dialoghino equamente a vantaggio di cittadini, imprese, ricerca e istituzioni. Un obiettivo che si raggiunge con il confronto, indubbiamente, ma anche attraverso l’interazione positiva con le eccellenze del territorio, a dimostrazione di una vocazione che si sta progressivamente diversificando dal modello industriale che ha segnato gli scorsi decenni.
TEF 2026 si annuncia come l’edizione della svolta, quindi, luogo dove coltivare concretamente l’idea di uno sviluppo sostenibile in una congiuntura storica che pone all’attenzione di tutti l’importanza dell’interconnessione. Che si parli di materie prime, di progetti innovativi, di comunità, ognuno è parte di un meccanismo complesso e affascinante che richiede competenza, approfondimento, intuizione, condivisione, tutti elementi che distinguono il confronto che da quattro anni coinvolge esperti, ricercatori, imprenditori, advisor e rappresentanti istituzionali in riva allo Jonio.