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Taranto, un birrificio artigianale in carcere per ridare speranza ai detenuti
Presentata questa mattina nella casa circondariale di Taranto una bella iniziativa di integrazione e di recupero dei detenuti. Si tratta di un birrificio artigianale in carcere. “Birra Pugliese, riscattarsi con gusto”, questo il titolo dell’iniziativa.
La produzione di birra artigianale all’interno del carcere di Taranto permette ai detenuti di realizzare un percorso di formazione e di inclusione applicato alla produzione e mescita di birra artigianale a km zero. Due gli obiettivi principali: il reinserimento di almeno 4 detenuti, generare risorse per sostenere ulteriori progetti all’interno del carcere di Taranto.
Il direttore della casa circondariale di Taranto Luciano Mellone, ha spiegato, infatti, come attività lavorative all’interno delle strutture penitenziarie possano diventare uno strumento per facilitare il reinserimento e per fornire occasioni d’impiego al termine della pena. “Un progetto tipicamente pugliese sin dal nome – ha detto il direttore Mellone – che coniuga alcuni dei tratti distintivi della nostra terra come l’attenzione alla ricerca della qualità attraverso l’uso di materie prime a filiera corta con la capacità di saper intuire le tendenze del mercato, rappresentate dall’attenzione alle birre artigianali. Infine una peculiarità tutta tarantina, fare del lavoro la più importante occasione di riscatto e di attenzione verso gli altri”.
Direttore del progetto “Birra pugliese, riscattarsi con gusto”, è il birraio Espedito Alfarano che crede fermamente nel valore dell’iniziativa sia dal punto di vista commerciale, sia come strumento di reinserimento sociale per i detenuti. Il marchio è già presente in alcuni pub e birrifici della provincia di Taranto, ma punta ad ampliare il mercato. Allo studio ci sono nuove tipologie di prodotti. Le birre prodotte da “Birra Pugliese” sono esclusivamente artigianali legate al territorio, realizzate con materie prime coltivate in Puglia, ad alta fermentazione, non pastorizzate e non filtrate, rifermentate in bottiglia o in fusto.
Al momento, due sono le etichette in commercio: Birra Pugliese “GALBINUM”, una chiara non filtrata di solo malto d’orzo, dalle note amaricanti derivanti dal luppolo; Birra Pugliese “SBARRE”, chiara, con schiuma persistente, un forte aroma erbaceo, sapore mielato e sentori leggermente fruttati.
Prossimamente entrerà in produzione Birra Pugliese “PUCCIA”, leggermente ambrata, dal gusto rotondo e dall’intenso aroma di scorza di pane e malto caramellato. La birra sarà prodotta recuperando il pane che diversamente andrebbe buttato. Infine, in via di sperimentazione una birra fatta con le cozze e il pepe rosa che si chiamerà Birra Pugliese “COZZARA”.
Il birrificio non è l’unica attività si questo tipo che si svolge nel carcere di Taranto. Da anni, infatti, si tengono corsi di cucina e produzioni di dolci.