Elezioni 2017, Piani Alti
Taranto, traffico (elettorale) intenso all’ingresso dell’Ilva
Alfano, Baldassari, Bitetti, Brandimarte, De Gennaro, Fornaro, Lessa, Melucci, Romandini, Sebastio. E Cito e Cinque Stelle, variabili indipendenti ancora tutte da scoprire.
Il primo dovrà decidere se candidare suo figlio a sindaco, come accade dal 2000, o farsi portare dal vento che spira da destra e punta al centro civico, direzione Baldassari. I Cinque Stelle, invece, attendono notizie da Milano, dove lo staff sta ultimando la verifica delle tre proposte messe in campo da altrettanti meet up tarantini. Due variabili molto indipendenti e non da poco nello scacchiere geopolitico ionico. Entrambe capaci di spostare il baricentro di qualsiasi altra opzione elettorale annunciata o che si va annunciando.
Tra ufficiali, certi e molto probabili, siamo dunque alla dozzina. Una platea di aspiranti sindaco senza precedenti (a Taranto nel 2007, dopo il dissesto, si è toccata quota 10) nel momento più delicato della storia recente di questa comunità.
Si perché il dibattito, e le polemiche che lentamente stanno montando al primo accenno di programma, rischiano di far passare in secondo piano quanto sotto traccia, e sotto l’egida del Governo, si sta consumando sulla testa dei tarantini lavoratori e avvelenati: è appena in vendita l’Ilva, niente di che (?).
All’ingresso di Taranto c’è il cartello vendesi. Difficile pensare che i futuri acquirenti si stiano disinteressando della gara elettorale. E’ pur vero che il sindaco uscente ha dimostrato che, volendo, il Comune può serenamente fare a meno di alzare la voce quando deve e quando può.
Ma al successore di Stefàno, chiunque sarà, la città consegnerà l’onere del confronto a viso aperto senza per questo fare la gara a chi le spara più grosse o a chi non spara nemmeno quelle poche cartucce che la legge rende disponibili nel’armeria di Palazzo di Città.
C’è del traffico all’ingresso dello stabilimento. Tante idee, delle quali alcune davvero confuse, vanno accalcandosi sotto le ciminiere.
Servirebbe un vigile davvero urbano per fare ordine. Servirebbe coraggio, magari cultura del presente e una visione che sappia di futuro. Per adesso, coda al casello elettorale e clacson chiassosi che si fanno largo. E chi era a popppa sta andando a prua… e chi svernava sino a ieri a prua.. vede già la poppa. La solita ammuina. Tutto quello di cui non si avvertiva il bisogno. Si salvi chi può.