Sul Pezzo
Taranto… toglieteci tutto, ma non il parroco
Nella città in cui il sindaco viene eletto dal 32% degli aventi diritto, succede che scoppi quasi una sommossa popolare in difesa del parroco. Contraddizioni in salsa tarantina. Segno dei tempi. La politica non convince più, anzi allontana. Sul territorio mancano i presidi istituzionali e sociali di prossimità. Sono scomparse le vecchie sezioni di partito, le sedi dei sindacati, le circoscrizioni. Le parrocchie no, sono ancora lì a presidiare i quartieri e questo si nota soprattutto nelle aree marginali e periferiche.
Il rione Tramontone, infatti, insorge contro la decisione dell’arcivescovo di trasferire don Luigi Trivisano al Sacro Cuore. Alla guida della parrocchia di Sant’Egidio arriverà don Lucangelo De Cantis. Mercoledì 26 luglio 2017, alle 19,30, nei pressi dei campetti Cipe (ingresso da via Mediterraneo) si terrà un’assemblea pubblica con fiaccolata finale a sostegno di don Luigi. L’iniziativa è stata organizzata spontaneamente dagli stessi cittadini della zona che non hanno digerito la decisione di mons. Santoro.
“Il nostro comitato pro don Luigi – spiegano – ha come scopo quello di scongiurare il trasferimento disposto dall’arcivescovo. Don Luigi da circa trent’anni è lì, in quella chiesa che è stata eretta con i sacrifici di tantissimi parrocchiani. Siamo in molti ad essere contrari a questo trasferimento e lo spiegheremo. Auspichiamo che il nostro appello possa essere ascoltato da mons. Santoro e che don Luigi possa quindi rimanere tra i suoi parrocchiani”. I cittadini avranno i loro motivi, don Luigi è certamente un ottimo parroco… ma trent’anni sono più di un papato. Fatevene una ragione.