Sul Pezzo
Taranto, tentata estorsione: fermati anche un maresciallo della Gdf e un avvocato
Ci sono anche un maresciallo della Guardia di finanza (sospeso dal servizio) e un avvocato tra le quattro persone fermate dalla Squadra Mobile di Taranto con l’accusa di incendio, danneggiamento, atti persecutori e tentata estorsione aggravata. I quattro avevano preso di mira un commerciante di Taranto che per circa un anno (da marzo 2017 ad aprile 2018) ha subito atti persecutori. I provvedimenti restrittivi portano la firma del Procuratore Capo Carlo Maria Capristo e del sostituto procuratore Lucia Isceri, entrambi presenti alla conferenza stampa svoltasi questa mattina.
Il commerciante, un fruttivendolo del Borgo, avrebbe subito gravi intimidazioni culminate con l’incendio del negozio (il 19 marzo) e del furgone (una decina di giorni fa). “Li abbiamo fermati in tempo – ha commentato il Procuratore Capristo perchè l’azione sarebbe potuta andare oltre e sfociare in qualcosa di molto grave”.
Secondo il quadro ricostruito dagli investigatori sarebbe stato il maresciallo della Finanza a commissionare le minacce e le violenze. “Un intermediario, figura già nota alle forze di polizia, trasmetteva l’ordine e provvedeva ai compensi, mentre il beneficio andava a favore del mandante” è stato detto.
Il fermo di Polizia è stato eseguito nei confronti dell’avvocato M.C. (48 anni), del maresciallo P. S. (52) sospeso dal servizio Gdf, di C.L.N.(49) e S.S.(40). Il questore di Taranto Stanislao Schimera ha ricordato l’impegno della Squadra Mobile, in particolare della 4^ Sezione “Reati contro il Patrimonio”. Le indagini sono state incentrate sulla certosina acquisizione di innumerevoli registrazioni video di esercizi commerciali vicini a quello della vittima e su intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno consentito di raccogliere gli elementi di prova per i provvedimenti restrittivi.
Il sottufficiale della Finanza secondo la Polizia, “commissionava le azioni violente ad una figura conosciuta negli ambienti malavitosi che, a sua volta, per non esporsi in prima persona si rivolgeva ad altri due esecutori materiali. I danneggiamenti avevano lo scopo di incutere terrore nella vittima, per poi offrire alla stessa la soluzione alla serie delittuosa, attraverso il pagamento estorsivo”. Un modus operandi che secondo gli inquirenti, “il maresciallo aveva già posto in essere già negli anni scorsi offrendo alla vittima il suo intervento per porvi fine”. Fondamentale nelle indagini è stato il contributo dei filmati. Soprattutto quello dell’incendio del negozio in via Cavallotti e del furgone. (Guarda il video)
“Fra i soggetti fermati – spiega la Polizia – vi è anche un avvocato, il quale ha fornito il proprio contributo materiale, fungendo persino da autista, ben consapevole degli atti criminosi che l’amico (esecutore materiale) stava ponendo in essere. Il complesso indiziario, maturato nei giorni scorsi, ha reso altamente probabile il compimento di ulteriori e più cruente azioni criminose nei confronti sia della vittima che dei suoi familiari”. A cosa alludono gli investigatori? “Negli ultimi giorni, si è assistito a frequenti conversazioni dalle quali si comprendeva che gli indagati stavano organizzando un ennesimo attentato. Dialoghi che evidenziavano in modo preoccupante come l’escalation di atti criminosi perpetrati dal gruppo era tutt’altro che terminata. Si è colto nitidamente un certo nervosismo che continuava ad animare il maresciallo, nonché, cosa ben più grave, il riferimento all’acquisizione di un’arma da fuoco, da usare evidentemente per compiere un ulteriore misfatto”.
Per questi motivi e considerata anche la “caratura” dei soggetti coinvolti e “ritenuto pure fondato un imminente pericolo di fuga da parte loro (il maresciallo è stato raggiunto dal provvedimento nella città di Crotone, dove si era recato la mattina precedente), è stato disposto il provvedimento di fermo, in esecuzione del quale, i quattro soggetti sono stati tutti ristretti presso le Case Circondariali di Taranto e Crotone”. Ecco le allarmanti parole del Procuratore Capristo. (Guarda il video)