Taranto: stop matrimoni a Palazzo di Città, l’opposizione contesta la decisione del sindaco

Taranto: stop matrimoni a Palazzo di Città, l’opposizione contesta la decisione del sindaco

Da ieri è ufficiale: sono definitivamente vietati i matrimoni nel Palazzo di Città di Taranto. Secondo le opposizioni si tratta di una scelta assurda e affidano le loro ragioni ad un documento congiunto.


Tutto era partito da una nota del sindaco di Taranto (prot n.173998/19, ricordano: “La celebrazione dei matrimoni nella sede di Palazzo di Città, spesso in concomitanza di eventi istituzionali, rende poco agevole lo svolgimento delle relative attività. Per questo si ritiene di evitare d’ora in poi, lo svolgimento dei matrimoni presso Palazzo di Città”. Ieri il Consiglio comunale ha definitavamente avallato lo stop. I consiglieri comunali d’opposizione Baldassari, Nilo, Battista, Cannone, Vietri, De Gennaro, Corvace e Fornaro protestano e ricordano come quella scelta del 2019 “non teneva conto delle tradizioni e della cultura di Taranto e che arbitrariamente privava i nubendi Tarantini di celebrare uno dei giorni più belli della loro vita presso il palazzo più importante della nostra città” ricordando inoltre come la Puglia “punta molto sul business dei matrimoni e sulle conseguenti ricadute anche in termini di turismo mettendo a disposizione le più belle strutture comunali”. Quella decisione “per diventare definitiva necessitava della ratifica in aula da parte del Consiglio Comunale – sottolineano i consiglieri di opposizione – durante la seduta consiliare di ieri abbiamo provato a far cambiare idea alla maggioranza che governa la città, spiegando che vietare i matrimoni presso Palazzo di Città è una decisione sconsiderata. Inoltre, sostituire la sede di Palazzo di Città con quella di Palazzo Pantaleo non è la stessa cosa poiché per usufruire di quest’ultima si dovranno sopportare costi maggiori – proseguono i consiglieri nella loro nota congiunta – è stato inoltre rilevato da parte dei sottoscritti che dal punto di vista logistico, nulla potrà equiparare Palazzo di città”. L’opposizione, insomma, “ci ha provato in tutti i modi ma non è stato possibile ottenere una marcia indietro da parte della maggioranza. Sino al 2017 quest’ultima era assolutamente in linea con la nostra posizione avendo votato un nuovo regolamento sulla celebrazione dei matrimoni civili che includeva il salone degli Specchi. Eppure non ci si capacita di questo ennesimo cambio di passo di Rinaldo Melucci da sempre sostenitore del cosiddetto “Palazzo di Vetro”. Dall’idea del Palazzo di Vetro, però, siamo passati a quella di un “Palazzo di Ferro”, come se Palazzo di Città non fosse la casa di tutti i Tarantini. Poveri noi !!!” chiudono Baldassari, Nilo, Battista, Cannone, Vietri, De Gennaro, Corvace e Fornaro.




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