Skip to main content

Taranto si gioca le sue carte a Patrasso. Per una volta stiamo uniti

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Senza dubbio e senza appelli. Chi parla di riconversione non può che tifare Taranto, questo pomeriggio. Basta un Sì, intorno alle 17.30, per proiettarsi nei prossimi sei anni e capire che questo è un treno che non passa più.

E bisogna salirci al volo, senza indugio, su questa locomotiva che attraversa ventisei Paesi del Mediterraneo e come ultima fermata prevede TARANTO. Salirci su, scalciando il fatalismo e lasciando a terra i disfattisti dei quali non se ne può più in una terra che di tutto ha bisogno tranne che di gufi e civette in servizio permanente effettivo. Oggi, almeno per oggi, Taranto dovrebbe compattarsi in trepidante attesa e abbandonare quel ghigno beffardo intagliato sulla faccia di agogna il fallimento altrui, nutrendo l’egoismo che da secoli ci ha ridotti ad essere coloni pigri e imbelli della nostra terra.

Tifare Taranto per costruire un modello alternativo a tutto quello che non ci piace. Tutte le valutazioni di merito rimandiamole a stasera. Intanto incrociamo le dita. Tutti. Vade retro homo ionicus.