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Taranto, scuole chiuse a Tamburi. I dati dell’Arpa: spunta il black carbon

Pubblicato | da Michele Tursi

Si chiama black carbon e Arpa Puglia lo definisce “inquinante costituito da polvere finissima di carbone composta al 95-99% da carbonio e da molecole aromatiche. È emesso soprattutto durante la combustione incompleta del carbone”. Nel 1952 a Londra si verificò un episodio diventato tristemente famoso: lo smog derivante dal riscaldamento a carbone delle abitazioni perdurò per 5 giorni in atmosfera provocando oltre 4000 vittime. La sostanza viene emessa dai motori, soprattutto quelli diesel, ma è forte anche la provenienza industriale.

Il black carbon è costantemente presente nell’aria di Taranto. A respirarne in dosi maggiori sono, però, gli addetti della cokeria Ilva e i cittadini del rione Tamburi. In questi giorni di wind day sulla città si è sparso di tutto. Nella tabella che riportiamo più in basso ci sono i valori di black carbon registrati il 24 ottobre 2017 dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria di Arpa Puglia. Per questo inquinante non c’è un limite di riferimento però l’Agenzia regionale per l’ambiente lo rileva in città e all’interno dello stabilimento siderurgico.

Ieri in cokeria ne sono stati rilevati 1935 nanogrammi per metro cubo, 428 vicino alla Direzione Ilva, 648 nell’area Parchi, 160 davanti alla portineria C, 273 in prossimità dell’impianto Riv 1. A Tamburi 981 nanogrammi. In sostanza, escludendo la cokeria, il rione Tamburi risulta più inquinato (da black carbon) rispetto ad altre aree dello stesso centro siderurgico. Evento isolato? Dovuto, forse, ad una giornata di traffico particolarmente intenso? Chi lo sa, ma statisticamente nei mesi scorsi è accaduto di peggio.

Dobbiamo tornare indietro fino a febbraio del 2017. Ecco cosa ci dice il report sulla qualità dell’aria di Arpa Puglia riferito alle medie mensili di black carbon presenti a Taranto: stazione Tamburi-Orsini 2024; Portineria 1067; Cokeria 1678; Riv 1 1206; Meteo Parchi 1430; Direzione 1606. Nello scorso mese di febbraio le percentuali di black carbon in atmosfera erano maggiori al rione Tamburi che nel centro siderurgico. E non fu un caso isolato. Queste le medie mensili di febbraio 2017 relative agli Ipa (Idrocarburi policiclici aromatici): Tamburi 33 nanogrammi/m3; Portineria C 8; Cokeria 19; Cokeria2 16; Riv1 7; Meteo Parchi 9; Meteo Parchi2 13; Direzione 17. Va ricordato che negli Ipa è contenuto il benzo(a)pirene, classificato come cancerogeno per l’uomo.

Tornando a ieri, anche i valori di Biossido di azoto (NO2) sono risultati superiori a Tamburi (60) rispetto all’Area Parchi (51) però siamo ben lontani dal valore limite (200) e dalla soglia di attenzione (400). Il Pm 10 e il Pm 2,5 hanno raggiunto rispettivamente 24 (valore limite 50)  e 10 (valore limite 25) in via Machiavelli. Ma questo non mette al riparo da eventuali danni alla salute visto che la stessa Organizzazione mondiale della sanità considera il limite di 20 per il Pm10 come concentrazione massima. Inoltre, avendo le polveri che si spargono su Taranto una provenienza in larga parte di origine industriale, il loro livello di tossicità è doppio rispetto alle polveri originate da fonti civili (traffico, riscaldamento).

Ed a proposito di polveri Alessandro Marescotti pubblica sulla sua pagina Facebook la foto di una mano ricoperta di polvere (la stessa che proponiamo a corredo di questo articolo, ndr). “Non è una foto d’archivio. Ecco cosa si deposita a Taranto adesso. Nella Torino super inquinata di cui parlano i TG i giornalisti non riescono ad avere immagini così crude. L’immagine l’ho tratta dai social. Un consiglio: non toccate quelle polveri. Contengono anche rifiuti speciali che in Sicilia non hanno voluto neppure nelle discariche. Usate guanti in nitrile contro il rischio chimico: si trovano in ferramenta e sono azzurri”.

Quella odierna è stata una giornata senza scuole per il rione Tamburi in virtù della decisione assunta dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, proprio a causa della nube di polveri che nei giorni scorsi ha oscurato il popoloso quartiere. Una decisione che è stata accolto con pareri contrastanti, ma che in larga parte è stata percepita per quella che è: una misura urgente e straordinaria. Così commenta Sabrina Corisi, una delle mamme coraggio del rione Tamburi. “Chiudere le scuole ci sta, è un segnale forte, più di tanti altri fatti in precedenza, perché accerta che viviamo una situazione di pericolo immediato. Non accettiamo, però, che sia una soluzione definitiva al problema Ilva. A mio avviso la soluzione è chiusura, riconversione, bonifiche con l’impiego degli stessi operai senza perdere un solo posto di lavoro. Ai bambini di Taranto è negato il diritto alla salute, il diritto al gioco, non si può negare anche il diritto allo studio”.

Sulle decisioni del sindaco di Taranto si esprime Peacelink “Gli ultimi provvedimenti – scrive l’associazione – vanno nella direzione giusta. Si profila un nuovo corso che raccoglie finalmente le speranze e le indicazioni avanzate da molti cittadini.
Le foto terrificanti del Wind Day sono state eloquenti: la città era in una nuvola scura di polveri tossiche. Di fronte a questa drammatica evidenza, il sindaco Rinaldo Melucci ha impugnato l’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’Ilva, cosa mai fatta dal suo predecessore Ippazio Stefano. In questo momento occorre superare ogni inutile divisione e unirsi. E’ importante sfruttare una tale possibilità di resistenza e di rivincita”. Sempre Peacelink, fa sapere Luciano Manna, ha scritto alla Commissione europea in merito ai recenti fatti accaduti a Taranto durante i giorni di wind day. Alla Commissione europea abbiamo anche inoltrato un dossier fotografico relativo al 24 ottobre e la documentazione relativa all’AIA. Oltre che dallo stesso Manna, la missiva è firmata da Marescotti e Antonia Battaglia.

Anche i Genitori Tarantini commentano la decisione del sindaco Melucci fi impugnare l’Aia Ilva. “Riteniamo che questo sia un provvedimento giusto – affermano – un primo passo verso l’affrancamento dai poteri forti che da oltre cinquanta anni vogliono i tarantini succubi, proni, carne da macello. Un primo passo dopo le sconce risate al telefono, dopo le allegre inaugurazioni di fontanelle cimiteriali. A questo primo passo, auspichiamo ne seguano altri nella stessa direzione affinché non resti un episodio isolato dettato dalla triste e dolorosa contingenza che così tanto clamore ha prodotto nell’opinione pubblica nazionale. La città, flagellata in maniera spaventosa dalle polveri provenienti da Ilva, attraverso il primo cittadino dice quel “no” troppo a lungo atteso. E’ un “no” importante. Sia il “no” di tutti. E’ il “no” dei Genitori Tarantini”.