Copertina, Sul Pezzo
Feudo, Cataldo Motta (Dda) illustra l’operazione
Trenta persone in carcere accusate di associazione di stampo mafioso. Altre otto finite agli arresti domiciliari. Questo il bilancio dell’operazione “Feudo” condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta l’ha definita la “mafia degli affari”.
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La presunta organizzazione criminale aveva stretti contatti con uno dei clan storici di Taranto ma anche con la ‘ndrangheta calabrese. Il gruppo criminale, secondo gli inquirenti operava secondo metodi, procedure e ritualità proprie delle organizzazioni ndranghetiste cui la criminalità organizzata tarantina è molto vicina. Con le intimidazioni era stato imposto il controllo del mercato del pesce e dei prodotti ittici a Taranto e delle attività collegate come il commercio del ghiaccio. Le indagini sono partite tre anni fa da un controllo eseguito nei confronti di un commercialista. Ecco il racconto del generale Giuseppe Vicanolo, comandante regionale della Gdf.
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Le indagini hanno portato alla luce importanti investimenti effettuati grazie a compiacenti e insospettabili prestanome, nei più disparati settori dell’economia legale. Non veniva disdegnato il ricorso a gravi episodi intimidatori (con armi ed esplosivi), allo scopo di scoraggiare ogni collaborazione con le autorità pubbliche e di ottenere una completa sottomissione. L’organizzazione non trascurava la ricerca del “consenso sociale” con l’organizzazione di eventi e spettacoli, oppure assicurando posti di lavoro. Massiccia la presenza di donne, ben cinque.
Tra le altre attività criminali lo spaccio di stupefacenti e l’usura. L’organizzazione aveva messo gli occhi anche sui attività commerciali e alcuni servizi cimiteriali. Sono stati sequestrati locali, unità immobiliari, autovetture e ciclomotori.
I particolari dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il procuratore capo della Dda di Lecce Cataldo Motta, il sostituto procuratore della stessa Direzione distrettuale antimafia, Alessio Coccioli, il procuratore aggiunto di Taranto Pietro Argentino, il comandante regionale della Gdf generale Giuseppe Vicanolo, il maggiore Giuseppe Di Noi, comandante del Gico di Lecce.