Salute
Taranto ricorda le sue vittime innocenti. Veglia silenziosa davanti all’Ilva
Simbolica iniziativa questo pomeriggio promossa da “I genitori tarantini”. Alle 16 si è svolta una singolare e significativa veglia di raccoglimento nello spazio attiguo alla portineria D dello stabilimento Ilva “al fine – spiegano gli organizzatori – di commemorare anche le tragiche morti sul lavoro che hanno falcidiato in tutti questi anni chi, come gli stessi operai, vive a stretto contatto, per lavoro, con questa macchina dagli effetti mortali. E’ l’occasione per testimoniare, in assordante e rispettoso silenzio, tutte le vittime innocenti che questa insopportabile ed insostenibile fabbrica ha mietuto e continua a mietere. L’occasione per tutti di rivolgere un commosso pensiero a chi continua a morire lasciando alle sue spalle strazio e disperazione”.
Sui marciapiedi dove ogni giorno transitano migliaia di operai sono stati disposti lumini che hanno composto la scritta “No Ilva”. “Vogliamo che la fiammella di ciascuno di questi cari scomparsi rappresenti un barlume di speranza di vita e riscatto per questo popolo e questa terra martoriati. Le vittime di questo olocausto rivendicano giustizia. Esigono giustizia le mamme ed i papà che contro natura vedono le innocenti vite dei loro figli prematuramente rapite”.
Nei giorni scorsi i Genitori tarantini hanno scritto nuovamente al Presidente della Repubblica ricordando la sua recente visita a Taranto. “Quel 18 di settembre – si legge nella missiva – ad un gruppo di genitori veniva sequestrato dall’efficientissimo servizio d’ordine pubblico uno striscione che recitava semplicemente “Anche i bambini di Taranto vogliono vivere”. Nulla, secondo l’organizzazione, doveva “disturbare” l’onorevole ospite. Nulla!
Presidente, “i bambini di Taranto vogliono vivere” è solo un’ovvietà; ma è forse quella congiunzione iniziale che fa scuotere le coscienze, fa prendere atto che un’ovvietà viene negata. “Anche i bambini di Taranto vogliono vivere” continueremo a gridarlo fino a che “anche” i bambini di Taranto potranno vivere come tutti gli altri bambini di questa Nazione”.