Sul Pezzo
Taranto, raggirano un’anziana e le sottraggano 20mila euro
Le hanno prima carpito la fiducia, poi si sono impossessati dei suoi documenti, infine le hanno sottratto i risparmi di una vita. Brutta disavventura per una 67enne residente a Taranto. La donna è invalida a causa di una serie di patologie che le hanno provocato problemi di natura pisco-fisico e vive da sola.
I protagonisti della vicenda sono stati individuati e denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Taranto con le accuse di appropriazione indebita e circonvenzione di incapaci. Si tratta di una 51enne e di altre due persone, madre e figlio rispettivamente di 74 e 38 anni, tutti di Taranto. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Stazione di Taranto principale.
I fatti: con dei raggiri, gli indagati si sono impossessati dei documenti della vittima e del suo postamat con la quale prelevavano ingenti quantitativi di denaro. Successivamente, l’hanno indotta, tramite raggiri, a firmare un contratto di finanziamento decennale di 10mila euro erogato a suo nome. Una delle indagate era riuscita ad ottenere la delega nella gestione del conto corrente dell’anziana. In due anni, tra i prelievi sul conto e il finanziamento, i tre indagati hanno percepito illecitamente la somma totale di circa ventimila euro e nel frattempo, l’anziana donna è stata costretta a vivere in condizioni di miseria e gravi carenze igieniche.
Attraverso una scrupolosa attività d’indagine, tra cui l’acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza del postamat, i carabinieri hanno identificato i malfattori appurando le condotte illecite di sottrazione del denaro, ricostruendone la dinamica anche tramite numerose testimonianze. Nel corso di perquisizioni a carico degli indagati, i militari hanno rintracciato e sequestrato i documenti della vittima compreso il postamat utilizzato per i prelievi.
I militari dell’Arma sono andati oltre l’attività di repressione del crimine, mettendo in atto una serie di attività finalizzate al recupero della povera donna mediante una più accurata assistenza socio sanitaria in grado di garantirle una vita più serena. I carabinieri, infatti, hanno interessato i servizi sociali e richiesto all’autorità giudiziaria la nomina di un amministratore di sostegno, rintracciando con fatica alcuni familiari della vittima residenti in provincia di Bari con i quali da anni i rapporti erano stati interrotti.