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Taranto: quartiere Paolo VI, 50 anni ai margini della città

Pubblicato | da Michele Tursi

Il quartiere Paolo VI festeggia i suoi primi 50 anni. Problematico, ma ricco di umanità e di una struttura urbanistica che lo rende unico. Mezzo secolo vissuto pericolosamente, teatro di pagine della cronaca nera cittadina e, allo stesso tempo, custode dei valori di quella genuina tarentinità che va estinguendosi. Quartiere operaio in una città in cui la tuta da metalmeccanico non è più uno status symbol e l’ombra delle ciminiere da bonaria e familiare è diventata cupa e inquietante. I viali squadrati e ariosi, la luce accecante, il Mar Piccolo placido spettatore di tragedie e storie felici di una città in crisi perenne che per ritrovarsi deve ripartire dalle sue marginalità.

Buon compleanno al rione Paolo VI ed ai suoi abitanti che hanno voluto celebrare l’anniversario dando vita ad un comitato cittadino. Una festa spontanea, vera, senza lustrini ma con una grande e sentita partecipazione popolare. Mi concedo una divagazione personale: da pochissimo non abito più al “quartiere”, sono tornato in “città”. Ho avvertito il distacco e per un po’ mi sono sentito straniero in patria. A Paolo VI, anni fa, ho dedicato un reportage fotografico diventato una mostra nell’ambito di FotoArte. Dopo il resoconto sui festeggiamenti organizzati dal comitato (che riportiamo di seguito integralmente), troverete una gallery con quegli scatti il cui valore narrativo resta immutato.

I festeggiamenti
“L’anniversario è stato celebrato con una serie di eventi laici e religiosi organizzati dal comitato di quartiere composto da alcuni residenti, dai parroci della Vicaria Paolo VI insieme con la rete del progetto ‘Terre Elette’, sostenuto dalla Fondazione “Con il Sud” tramite il Bando ‘Ambiente è sviluppo’ per Taranto dal 2015 e con il supporto del giornalista Vincenzo Ferrari, residente nel popoloso quartiere a nord di Taranto. Primo momento di festa è stata una lunga serata iniziata con la liturgia celebrata nella parrocchia Santa Maria del Galeso dall’arcivescovo Santoro, insieme con i quattro sacerdoti che lì operano, le suore ed i padri di vari ordini religiosi presenti a Paolo VI. Subito dopo, un nutrito corteo al seguito dell’Arcivescovo di Taranto ha percorso a piedi i pochi metri dal luogo dove è stata scoperta una grande targa in ceramica grottagliese sulla facciata di una delle prime casette consegnate alle famiglie operaie nella lontana estate del 1966.

La targa, finanziata dal progetto Terre Elette, e da una operatrice commerciale riproduce un logo originale ed un breve testo che ricorda la tormentata storia del quartiere Paolo VI. Disegno e parole sono state elaborate grazie ad un concorso riservato alle due scuole pubbliche: XIII Circolo Pertini-Wojtyla e l’Istituto comprensivo Pirandello-Ungaretti-Falcone. La rete pubblico-privata di Terre Elette ha poi inaugurato una mostra fotografica dal titolo Zona Macchie, il quartiere Paolo VI cinquant’anni dopo, a cura di Maurizio Greco. Dopo la benedizione della targa in piazza Carnevale angolo Via della Tecnica, la festa si è conclusa nei pressi della ex Circoscrizione di Paolo VI con una pettolata offerta da un panettiere del luogo”.

“Obiettivo Paolo VI” – Guarda la gallery