Piani Alti
Taranto, polemica tra Verdi e M5S sulla riconversione economica
E’ scontro tra la federazione dei Verdi di Taranto e il Movimento 5 Stelle. Oggetto dell’ennesima scaramuccia politica sono le misure per la riconversione economica del territorio ionico, contenute nella manovra licenziata nei giorni scorsi dal Senato, ora all’esame della Camera dei Deputati. In particolare, valutazioni opposte vengono espresse sull’istituzione della Commissione Speciale per la Riconversione Economica della Città di Taranto. Ecco i documenti inviati dai due gruppi politici.
MOVIMENTO 5 STELLE – “Lo studio e l’utilizzo di tecnologie pulite, di fonti energetiche rinnovabili, di nuovi materiali, e dell’economia circolare saranno il cuore del nuovo Tecnopolo del Mediterraneo che avrà sede a Taranto, e per cui in Bilancio sono stati confermati nove milioni di euro totali, da ripartire per il triennio 2019-2021”. Lo ricordano i deputati del M5S Gianpaolo Cassese, Alessandra Ermellino, Giovanni Vianello e il Consigliere comunale di Taranto Francesco Nevoli.
“All’interno dell’istituto si farà ricerca tecnico-scientifica, si punterà inoltre a trasferire tecnologia e valorizzare l’innovazione, a uso e consumo dell’intero Paese. L’obiettivo è quello di dotare il capoluogo ionico di una struttura capace di diventare in poco tempo un punto di riferimento nel campo dell’innovazione tecnologica di stampo green a livello europeo, con il fine primario di promuovere la crescita sostenibile italiana e migliorare l’intero sistema produttivo nazionale affinché sia maggiormente competitivo.
Il Tecnopolo verrà definito attraverso gli obiettivi e il modello organizzativo tipico delle fondazioni e instaurerà rapporti, anche sul versante internazionale, con organismi simili per finalità, assicurando l’apporto di ricercatori italiani e stranieri operanti presso istituti esteri di eccellenza. Lo statuto valido per l’istituzione del Tecnopolo verrà approvato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dello Sviluppo economico, sentito il Ministro dell’Istruzione (i nove milioni stanziati sono iscritti nello stato di previsione del Miur), e il Ministro dell’Economia. Il Ministero dell’istruzione, infine, svolgerà compiti di vigilanza sul Tecnopolo. Come avevamo già annunciato alcune settimane fa e adesso ribadiamo grazie alla conferma nella Manovra, Taranto avrà finalmente un luogo di eccellenza da cui far ripartire la sua svolta green, a suffragio non solo della città ma di un intero Paese. Da qui si riparte, da qui invieremo a pensare un modo diverso di produrre progresso e diversificazione economica.
E poi – aggiungono – sempre nel ddl Bilancio è stata inserita l’istituzione, presso il ministero dello Sviluppo economico, di una ‘Commissione Speciale per la Riconversione Economica della Città di Taranto’, con lo scopo di assicurare un indirizzo strategico unitario per lo sviluppo delle aree ex-Ilva che ricadono sotto la gestione commissariale del gruppo Ilva, nonché la realizzazione di un piano per la riconversione produttiva del capoluogo ionico, anche in raccordo con il Tavolo istituzionale permanente per l’Area di Taranto. Nel merito, è autorizzata la spesa complessiva di 300 mila euro per il triennio 2019-2021, e inoltre – comunicano – la Commissione speciale sarà presieduta dal Mise. Lo stesso, attraverso un decreto, definirà il numero dei componenti, si occuperà di nominare il segretario, ne specificherà, infine, il modello organizzativo e di governo. Per esigenze connesse all’espletamento delle sue funzioni la Commissione Speciale potrà coinvolgere, inoltre, alcuni esperti a livello nazionale ed internazionale.
Per quanto riguarda il Tavolo istituzionale permanente per l’Area di Taranto, esso – concludono i portavoce citando il contenuto di uno stralcio del ddl Bilancio – verrà presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un suo delegato, da un rappresentante per ciascuno dei ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa, dei Beni e delle Attività culturali, della Salute, dell’Istruzione, dell’Agricoltura, da un rappresentante del Ministro per il sud, dai commissari straordinari dell’Ilva in Amministrazione straordinaria, da un rappresentante della Regione Puglia, della Camera di Commercio diTaranto, della Provincia di Taranto, dell’Autorità Portuale di Taranto, del Commissario straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, del Comune di Taranto, da un rappresentante dell’insieme dei Comuni ricadenti nell’area di Taranto”.
FEDERAZIONE DEI VERDI DI TARANTO – “Il governo con i commi 412, 412 bis e 412 ter del maxiemendamento alla manovra finanziaria sta creando l’ennesima struttura commissariale per gestire alcune questioni tarantine. Si tratta della Commissione Speciale per la Riconversione economica della città di Taranto che costerà trecentomila euro nei prossimi tre anni e che sarà presieduta dal MISE.
Dovrà occuparsi delle aree ex Ilva affidate ai tre commissari che sono responsabili delle bonifiche. La Commissione dovrà decidere sulla riconversione dell’economia locale senza tener conto della comunità locale e sovrapporsi in parte al lavoro dei commissari.
Sarebbe più utile alla città ed alla provincia di Taranto usare i trecentomila euro per attivare un vero e proprio dibattito pubblico e un organismo che permetta ai diversi soggetti locali di esprmere suggerimenti sul futuro anziché creare l’ennesimo baraccone commissariale. Nella Ruhr e a Bilbao è stato fatto. Perché a Taranto no? Noi immaginiamo una riconversione “ecologica” dell’economia – come quella proposta dila Angelo Bonelli nel 2012 – in cui le bonifiche e la pianificazione strategica siano orientate dall’ambiente e non da quelle delle industrie. La presidenza non può andare al MISE.
ll governo avrebbe potuto abrogare l’immunità penale, voluta dai governi pd, che ha creato una situazione di ingiustizia ai danni dei tarantini. Il governo giallo-nero avrebbe potuto riportare in vigore il Codice dell’ambiente cioè la legge che si applica in tutta Italia tranne che a Taranto. Invece no. Viene congelata la normativa precedente e creata una struttura inutile e naturalmente senza nessun coinvolgimento dei cittadini. Alla faccia della trasparenza e dell’ambiente.