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Taranto, Oncologia Pediatrica inaugurazione tra le polemiche

Pubblicato | da Redazione

Dove finisce la solidarietà e dove iniziano le regole, i contratti, gli ordinamenti, in una parola le istituzioni? Il quesito accompagna il varo del nuovo reparto di Oncologia Pediatrica che sarà inaugurato il 18 dicembre 2017. Il taglio del nastro arriva dopo una lunga e travagliata gestazione che ha trovato nuovo slancio sotto la spinta di di una raccolta fondi, di una maglietta, di una rinnovata partecipazione popolare incoraggiata e sostenuta dalla brava Nadia Toffa che combatte ora la sua personale battaglia.

Ad accendere i riflettori sulla vicenda sono Mino Bellanova e Lorenzo Caldaralo, rispettivamente coordinatore provinciale della Fp Cgil Sanità e segretario generale Fp Cgil di Taranto. “Fin dall’inizio – scrivono in un comunicato stampa – la Fp Cgil ha chiesto di non legare la stabilità del servizio alla temporaneità di una raccolta fondi che, se pur nobile, non rappresenterebbe l’assunzione di personale di ruolo da parte della Asl Taranto, che nel tempo ha confermato la sua intenzione di procedere in tale direzione. Ad oggi però le organizzazioni sindacali restano in attesa di concludere il confronto finalizzato, appunto, a garantire il completamento delle procedure occupazionali necessarie ad un funzionamento professionalmente adeguato alle attese della città”.

La Fp Cgil Taranto ritiene “urgente e necessaria la definizione della struttura organizzativa della Pediatria Oncologica attraverso la convocazione del confronto sindacale, senza il quale operatori e cittadini non potranno fare altro che assistere all’inaugurazione di un qualcosa che la città stenterà a sentire propria, avendo già conoscenza che Taranto (Spoke) opererà su indicazione della struttura di base (Hub) centralizzata a Bari. Restiamo in attesa, così come concordato nell’unico incontro tenutosi finora in sede di Presidio Ospedaliero Centrale mesi fa e come sollecitato nell’ultima contrattazione aziendale del 4 dicembre scorso, di ricevere i dati relativi alla platea di pazienti che dovrebbero beneficiare della attività della struttura. Riteniamo che nessuna offerta sanitaria diventerà mai efficace se non viene strutturata sul reale fabbisogno del territorio”.