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Taranto, nasce il “Parco degli ulivi”

Pubblicato | da Michele Tursi

La pioggia e il cielo plumbeo hanno tenuto a battesimo il Parco degli ulivi di Taranto. In uno dei rondò da cui si dipanano le vie di accesso e di uscita dalla città (a ridosso di via Maschera), sono state messe a dimora le prime quaranta piante dell’operazione “Un ulivo per Natale”. L’iniziativa è nata sotto l’impulso dell’associazione Made in Taranto, si è sviluppata con il fondamentale sostegno della Camera di commercio ionica, la partecipazione di Confagricoltura e Banca Popolare di Puglia e Basilicata, la collaborazione del Comune di Taranto.

Per tutto il periodo natalizio commercianti, professionisti, imprenditori, artigiani hanno addobbato negozi e attività di vario tipo adottando un piccolo ulivo come simbolo della nostra terra e della volontà di dare un volto più green alla città. Le piante sono state successivamente donate al Comune che sta provvedendo a sistemarle in varie aree cittadine avvalendosi del personale dell’Amiu. Oggi il primo atto di una serie di interventi che proseguiranno nei prossimi giorni e che, in una certa misura, compenseranno la grave carenza di verde pubblico nel capoluogo ionico.

Alla veloce e informale cerimonia hanno partecipato l’assessore del Comune di Taranto Gionatan Scasciamacchia, il presidente di Made in Taranto Gianluca Lomastro, la vicepresidente di Confagricoltura Lucia Cavallo, la responsabile dell’area promozionale della Camera di commercio Francesca Sanesi e il presidente dell’Ente camerale Luigi Sportelli. “La nostra Camera di commercio – ha detto Sportelli – durante il periodo natalizio ha adottato l’ulivo come simbolo del Natale ed ha lanciato l’hashtag #unulivopernatale  con il quale abbiamo inteso sottolineare il forte valore simbolico di questa pianta che rappresenta la nostra regione e l’intero bacino del Mediterraneo, ma soprattutto la sua importanza per l’economia provinciale e pugliese. L’ulivo e le sue produzioni sono un patrimonio della nostra terra che va difeso, valorizzato e promosso”.