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Taranto, Mittal chiede nuova cassa integrazione per tutto l’organico

Pubblicato | da Redazione

Ancora cassa integrazione per le maestranze dello stabilimento siderurgico di Taranto. Questa mattina Arcelor Mittal ha inviato l’ennesima comunicazione ai sindacati. L’azienda chiede (leggi la lettera) il ricorso alla cassa integrazione ordinaria “a decorrere dal giorno 3 agosto 2020 e per un periodo presumibile di 13 settimane”, il provvedimento “potrà interessare fino ad un massimo di circa 8.152 dipendenti, distinti tra quadri, impiegati ed operai che costituiscono l’intero organico aziendale al netto della struttura dirigenziale”.

Come già accaduto altre volte Arcelor Mittal fa riferimento alla crisi del mercato acuita dalla pandemia di covid-19. “A causa dell’emergenza epidemiologica covid- 19 – si legge nella lettera inviata ai sindacati – ancora in atto in tutto il territorio nazionale ed internazionale, i cui effetti continuano ad avere riflessi in termini di calo di commesse e ritiro
degli ordini prodotti, considerato altresì il parziale blocco di parte delle attività produttive, manifatturiere, distributive e commerciali che hanno reso difficilissimo, per altro, anche la chiusura degli ordini e delle fatturazioni, visto il drastico calo registrato in questi mesi dei volumi e di conseguenza delle attività produttive per le motivazioni sopra accennate,
nonostante gli sforzi profusi per reperire nuove ed alternative occasioni di lavoro, tutt’ora in corso, si trova nella condizione di dover procedere ad una riduzione della propria attività produttiva”.

“La Società precisa che, nell’individuazione del personale da porre in sospensione, si atterrà a criteri oggettivi derivanti dalle professionalità dei lavoratori coniugate alla quantità ed alla qualità delle lavorazioni di volta in volta da eseguire”. L’argomento sarà oggetto di un incontro in programma il prossimo 13 luglio alle 12, tra sindacati e Arcelor Mittal.

Ad oggi nello stabilimento siderurgico di Taranto si registrano circa 3100 dipendenti diretti collocati in cigo, mentre la presenza in fabbrica è di circa 3800 lavoratori. Per quanto attiene il personale dell’indotto la presenza media si attesta intorno ai 2200.