Sul Pezzo
Taranto, mitilicoltura e pesca in crisi per il covid
La seconda ondata pandemica ha nuovamente fermato il settore della pesca e mitilicoltura. La filiera ittica, con la chiusura dei ristoranti, è entrata in crisi: la vendita al dettaglio non ce la fa ad assorbire il prodotto che potenzialmente potrebbe giungere sul mercato. La denuncia arriva dalla categoria Mitilicoltori e Pesca di Confcommercio Taranto. “Le uscite in mare sono ormai limitate a due volte a settimana – si legge in una nota stampa – i lavoratori del settore, vittime silenziose del Covid, restano con le braccia conserte malgrado le belle giornate di autunno siano adatte per prendere il largo”.
“Dopo una parziale ripresa del mercato del pesce, nei mesi estivi del post lockdown, il settore ittico sta subendo un nuovo fermo. Siamo molto preoccupati – commenta Luciano Carriero, neo presidente provinciale della categoria Mitilicoltori e Pesca Confcommercio (recentemente rinnovata) – siamo al minimo storico, l’attività è ridotta dell’80%. Il mercato all’ingrosso del pesce da giornaliero si è ridotto a due volte a settimana: le spedizioni in Italia, che assorbivano tra il 30 ed il 40% del prodotto, sono ferme, altrettanto il mercato estero completamente bloccato. Il fermo della ristorazione ha prodotto un calo delle vendite del 40% ed anche il dettaglio nelle pescherie ha subito rallentamenti, la gente sta comprando meno pesce”.
Non va meglio per il settore mitilicolo. “Il Covid colpisce duro anche il mercato della cozza di Taranto – continua il comunicato stampa – che deve fare i conti con un’altra grave problematica: la concorrenza illegale determinata dalla re-immersione in mare (nel secondo seno del Mar Piccolo) del prodotto di provenienza estera. Problematica annosa che – incalza Carriero – vede i mitilicoltori tarantini impegnati in una sorta di crociata in difesa della cozza nostrana allevata in Mar Piccolo, produzione messa a rischio dalla contestuale presenza di notevoli quantità di
prodotto proveniente da altri mari che potrebbe essere causa di una contaminazione dell’ecosistema; la buona qualità e le caratteristiche delle acque marine sono condizione essenziale per la produzione dei mitili made in Taranto”.
La problematica è stata al centro di un recente incontro con l’assessore alle
Attività Produttive del Comune di Taranto, Fabrizio Manzulli. “Era con me – aggiunge Carriero – anche il presidente della delegazione Città Vecchia, Cosimo Bisignano. Si è valutato di intraprendere un percorso che porti alla regolamentazione delle attività mitilicole e che garantisca la tutela e continuità della produzione della cozza di Taranto”.
Confcommercio Mitilicoltori e Pesca saluta con favore “l’avvio di una collaborazione con il Comune di Taranto, per l’utilizzo delle retine biodegradabili in bioplastica per la mitilicoltura. Progetto che prevede il coinvolgimento di quindici mitilicoltori. Un percorso che – spiega ancora Carriero- avevamo in parte sperimentato e che ora verrà messo a sistema con il protocollo d’intesa che il Comune ha firmato nei giorni scorsi con la Novamont. Un tassello importante che va incontro a quell’azione di
tutela e bonifica del nostro Mar Piccolo, fondamentale per il rilancio della
mitilicoltura ionica, intrapresa dal commissario per le bonifiche ed ora purtroppo damesi ferma dopo il cambio di guida deciso dal Governo. Nei giorni prossimi chiederemo un incontro al Prefetto per un aggiornamento in merito”.
Il nuovo direttivo della categoria risulta così composto: Presidente, Luciano Carriero. Consiglieri: Giovanni Valentini, Vincenzo Basile, Cosimo Battista,
Giovanni Carriero, Francesco Marangione, Aldo Greco.