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Taranto, l’incanto all’improvviso

Pubblicato | da Michele Tursi

Metti una splendida giornata di sole di metá aprile, metti l’incanto di passeggiare costeggiando il mare, metti che girando lo sguardo percorri lo skyline di uno dei centri storici più affascinanti d’Italia, metti che da un improvvisato mercatino rimbalza il profumo di pesce e frutti di mare appena pescati dalle paranze, metti quattro, cinque, sei bus turistici parcheggiati, metti le imbarcazioni per le mini crociere e per il pesca turismo pronte a salpare.

Incredibile ma vero: siamo a Taranto. Anzi, nel cuore di Taranto, in quella città vecchia che è croce e delizia, madre rinnegata, odiata e disprezzata talvolta, oppure amata fino alle lacrime.

Tutto questo c’è già. Ed è bello, bello da impazzire. Bello perché è vero come i volti solcati dal sole dei pescatori. Vero come le erbacce alte mezzo metro dei giardinetti di via Garibaldi. Vero come gli scooter che sfrecciano indisturbati sulla passeggiata a mare. Tutto vero, nel bene e nel male, a cominciare dai fumi dell’Ilva che fanno capolino in lontananza.

Bello e brutto insieme, shekerati e serviti a caso. Bello e brutto, come in tante altre parti del mondo. E allora, in sintesi, le cose da fare sono due: contenere (possibilmente eliminare) il brutto, valorizzare e promuovere il bello. Un bello che è già davanti ai nostri occhi, che non dobbiamo inventare nè costruire ma solo portare alla luce e far risplendere.

Difficile sì, ma non impossibile se lo vogliamo davvero e scegliamo di comportarci di conseguenza. Ed è questa la vera domanda: ci crediamo? Siamo convinti delle nostre possibilità? Abbiamo mille problemi. Ma anche un milione di risorse. Molti, a Taranto, lo hanno già compreso, si impegnano e lavorano in tal senso. Altri guardano con scetticismo e diffidenza. Un futuro diverso ci può, ci deve essere e bisogna costruirlo ora, senza attendere, superando le difficoltà che ci saranno sempre. Il brutto, poco alla volta, arretrerà. Non sarà sconfitto, ma sarà ai margini della nuova Taranto.
Bello e possibile. Così vogliamo immaginare il futuro.