Salute
Taranto, l’Eni va in blocco. Fumo nero sulla città
Colonne di fumo nero visibili a Taranto. E’ la raffineria Eni, questa mattina, a farsi notare. Le torce di emergenza sono entrate in funzione a seguito di un blocco generale degli impianti. Non è la prima volta che succede in un sito industriale che ha il suo rilevante impatto ambientale su Taranto e sui tarantini. A segnalare l’anomalia e il fumo nero è anche l’assessore comunale all’Ambiente Rocco De Franchi. Lo fa attraverso i social, il mezzo più rapido e immediato per comunicare con la gente. “La raffineria Eni di Taranto è in blocco generale per alcune ore – scrive su Facebook – le torce accese in emergenza che si vedono dalla strada dovrebbero spegnersi a breve. Taranto è stanca”. (Sua anche la foto utilizzata a corredo di questo articolo, ndr)
Già Taranto è stanca. Dirlo e denunciarlo va bene, ma da un amministratore vogliamo altro: provvedimenti, atti concreti decisioni. E sopratutto chiediamo di ricordarsi di questi episodi sui tavoli in cui discute di nuovi insediamenti. Un caso su tutti: Tempa Rossa. I due mega serbatoi ed il pontile per stoccare e caricare il greggio estratto in Basilicata, aumenteranno il carico inquinante sopportato dai tarantini. Eppure già nel 1998, il decreto con cui veniva istituita l’area ad elevato rischio di crisi ambientale (Taranto, Statte, Massafra, Crispiano e Montemesola) prevedeva che su tutta la zona dovessero essere avviati i previsti interventi di bonifica e che non si potessero ulteriormente aumentare i pesi ambientali sul territorio e sulla popolazione.
Le torce fumanti dell’Eni non sono sfuggite a Luciano Manna di Peacelink. “Eni inquina Taranto, anche stamattina lo fa con questi fumi prodotti dalla combustione delle sue torce di emergenza – scrive in un post su Facebook – nell’ultima ispezione di Arpa Puglia nei suoi impianti si è rilevato che ci sono sversamenti dai serbatoi, mancanza di convogliamento delle acque meteoriche, mancanza di valvole di sicurezza per evitare sversamenti, lacune nelle procedure in merito al carico e scarico degli idrocarburi dove si provocano emissioni odorigene, inaccessibilità dei pozzetti di campionamento, inquinanti in falda”.
Sull’episodio del fumo nero dalla raffineria, la Prefettura di Taranto ha trasmesso al Comune la seguente comunicazione: “Presso la Raffineria ENI S.p.A. sono entrate in funzione le torce di sicurezza. E’ stato, pertanto, attivato lo “STATO DI ATTENZIONE” previsto dal Piano di Emergenza Esterno per la Raffineria di Taranto. L’evento è sotto controllo e non vi è alcun motivo di allarme”.
Poco prima di mezzogiorno l’Eni spiega l’accaduto in una nota stampa. “Eni informa – recita il documento – che a causa di un evento meteorico intenso questa mattina alle ore 9:15 circa si è verificata la totale interruzione dell’alimentazione elettrica della Raffineria di Taranto. Il black out ha generato il blocco generale degli impianti e la conseguente attivazione dei sistemi di sicurezza, con conseguente accensione del sistema torce. Non si registrano danni né pericoli per l’ambiente, sono attualmente in corso le operazioni di verifica e ripristino del collegamento elettrico”.