Cooltura, Libri
Taranto Legge, Ritanna Armeni sabato al Pitagora
Dopo Cobianchi e Terranova (quest’ultima finalista premio Strega) alla prima del Fusco – nel corso di un riuscitissimo matinée annunciato da imprevisti fiocchi di neve, condotto dai nostri colleghi Michele Tursi e Angelo Di Leo – e l’interessante pomeriggio in Biblioteca con le scrittrici pugliesi Miceli e Manigrasso, è la volta di Ritanna Armeni, firma del giornalismo italiano e scrittrice di apprezzabile efficacia (guarda Taranto, Lega Navale settembre 2018)
Tutto ciò, fra due giorni, in attesa gran finale del 13 maggio, quando la rassegna 2019 si chiuderà al Fusco con la Festa del Libro, fortunata kermesse che trasforma gli studenti da spettatori a protagonisti, e che dopo tre fortunate edizioni svolte nell’aula magna di via Abruzzo (Quinto Ennio) salirà sul palco del teatro comunale tarantino (work in progress…).
Intanto, la Armeni e le donne che fecero l’impresa. Continua dunque la rassegna “Taranto legge”, organizzata dalla omonima Rete di Scuola-Territorio composta da Archita, Aristosseno, Ferraris-Quinto Ennio, Maria Pia e Pitagora. Quest’anno la rete si avvale del patrocinio del Comune di Taranto e delle collaborazioni di Uisp, Presidi del Libro di Leporano, Libreria Mondadori, associazione “Donnasud”.
Come detto, terzo appuntamento sabato prossimo alle 10, nell’aula Magna “Emanuele Basile” del Pitagora. Ritanna Armeni presenterà “Una donna può tutto”, il suo ultimo libro. Dialogherà con Tiziana Magrì.
In tanti conoscono le vicende di Amelia Earhart, pilota americana che perde la vita nel tentativo di compiere una trasvolata intorno al mondo nel 1937; pochi conoscono invece la storia di Marina Raskova, Marya Smirnova, Evgenija Rudneva, Irina Rakobolskaja, Tat’jana Petrovna, Nina Zacharovna, Raisa Ermolaevna, Vera Luk’janovna, Antonina Fëdorovna, Rufina Sergeevna, Evdokia Bershanskaya, Ol’ga Aleksandrovna, Evgenija Andreevna, Irina Fëdorovna, Maguba Gusejnovna, Marina Pavlovna, che pilotando i propri apparecchi inflissero pesanti perdite alle forze dell’Asse in Unione Sovietica e conquistarono un ruolo di primo piano nella battaglia contro il Terzo Reich. Molte di loro non fecero ritorno a casa, venendo abbattute e bruciando assieme ai propri velivoli.
Ritanna Armeni, attraverso una lunga intervista a Irina Rakobolskaja, 96 anni, vicecomandante del 588° reggimento, ricostruisce la storia di queste donne coraggiose che non rimasero ad aspettare a casa il ritorno dei loro padri, fidanzati o mariti e che, contro i pregiudizi del tempo, con grande valore dimostrarono voglia e capacità di. La loro battaglia comincia ben prima di alzarsi in volo e continua dopo la vittoria. Prende avvio nei corridoi del Cremlino, prosegue nei duri mesi di addestramento, si afferma nei cieli del Caucaso, si protrae con l’ostinata riproposizione di una memoria che la Storia al maschile vorrebbe cancellare. Il vero obiettivo di queste streghe della notte, come erano chiamate dai tedeschi, è l’emancipazione, la parità a tutti i costi con gli uomini. Il loro nemico, prima ancora dei tedeschi, è il pregiudizio, la diffidenza dei loro compagni, l’oblio in cui vorrebbero confinarle.