Salute
Taranto, inquinamento allarmante… ma non per tutti
Regione Puglia allarmata. Comune di Taranto prudente. M5S in difesa del Governo. Avanti tutta. Si accende il dibattito politico su ambiente e salute. Si susseguono vertici e interventi. Ieri alla Regione Puglia, oggi in Prefettura a Taranto, il 18 marzo alla Procura della Repubblica. Ecco cosa sostengono l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Stea, il sindaco Rinaldo Melucci e l’on. Giovanni Vianello (M5S).
“Sono dati preoccupanti quelli analizzati nel corso di una riunione tecnica tra il Dipartimento Ambiente della Regione e l’Arpa Puglia. L’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste su un possibile aumento inquinante dello stabilimento ex Ilva di Taranto, ora gruppo Arcelor-Mittal, secondo quanto reso noto nel corso dell’incontro corrisponderebbe a verità. Per cui invito il Ministero dell’Ambiente a prenderne atto e mettere in campo ogni iniziativa possibile a riportare nei limiti stabiliti e di sicurezza la quantità di tali inquinanti. La Regione Puglia non può più tollerare tale situazione e tramite gli uffici preposti chiederà un riesame dell’Aia e la riduzione dell’attività produttiva”.
E’ quanto sottolinea in una nota l’assessore regionale all’Ambiente Gianni Stea a margine della riunione cui hanno preso parte i massimi funzionari del Dipartimento Ambiente della Regione e dell’Arpa Puglia. “In particolare – sottolinea Stea – con riferimento esclusivamente alla centralina di rilevamento denominata cokeria, si è riscontrato un aumento delle medie al primo bimestre gennaio-febbraio 2019, rispetto ad analogo bimestre dell’anno precedente. Inoltre con riferimento ai dati dei composti organici, il valore medio di 7.7 riferito presso Masseria Carmine è stato calcolato su una media di dieci mesi (gennaio-ottobre) e che allo stato sembra attestarsi su ordini di grandezza tipici a quelli antecedenti al 2012, ovvero al periodo pre-sequestro. Arpa Puglia si è impegnata a inviare quanto prima i dati completi di novembre e dicembre 2018 e i successivi del 2019. Il direttore ha chiesto inoltre di acquisire informazioni sui deposimetri utilizzati dal gestore per gli autocontrolli”.
Anche l’Amministrazione comunale di Taranto chiede a tutti gli organi di controllo massima chiarezza sull’argomento. Sollecitazioni in tal senso sono state rivolte all’Arpa Puglia e al Ministero dell’Ambiente. A quest’ultimo in particolare il Comune capoluogo ha chiesto “di esprimersi distintamente sulla asserita conformità a tutte le regole imposte dalla vigente Aia, riportata dal gestore Arcelor Mittal in propria precisione del 26 febbraio scorso, conseguente alle citate informazioni”.
“Sono giorni delicati per la comunità – commenta il sindaco Rinaldo Melucci – auspico solerzia e precisione nell’interlocuzione con gli organismi tecnici deputati sulle vicende ambientali e sanitarie. L’Amministrazione comunale è animata esclusivamente dal desiderio di tutelare al meglio, anche in via precauzionale, la salute dei propri cittadini, evitando nel contempo che alcune comunicazioni sommarie possano procurare allarme, turbare la popolazione e fiaccare gli sforzi di tutte le Istituzioni. Noi continuiamo a vigilare con puntualità su qualsiasi argomento sensibile e nel frattempo adotteremo ogni iniziativa utile a rassicurare i cittadini ovvero a proteggerli da eventuali rischi.”
“Nessuno del M5S ha mai detto che lo stabilimento siderurgico non inquina, anzi il problema esiste ma la realtà non può essere messa – a uso e consumo di alcuni – sul tavolo sacrificale del protagonismo e dell’allarmismo a ogni costo: il ministero dell’Ambiente, come anche l’interno Governo, hanno aperto da subito un focus su Taranto e nello specifico sull’ex Ilva, dimostrando un’attenzione particolare per quanto riguarda le indicazioni previste dal Piano ambientale”.
Lo afferma l’on. Giovanni Vianello (M5S) intervenendo sui dati diffusi da Peacelink e commentando la risposta di Arpa Puglia. “Vogliamo fare molto di più – continua – e giungere alla chiusura delle fonti inquinanti, ma 60 anni di disastri non si risolvono con una bacchetta magica. Del resto, è noto come gli interventi sulle cokerie o su altre aree si realizzeranno nel corso del tempo e termineranno con la conclusione del piano ambientale. I dati imprecisi diffusi da Peacelink ci rivelano solo una cosa, ovvero che ci aspetta una campagna elettorale, per le Europee prima e successivamente per le Regionali, purtroppo tra le peggiori degli ultimi tempi”.
Secondo Vianello “sembra sempre più evidente che questo atteggiamento derivi da mire esterne all’ambientalismo, altrimenti non si spiegherebbe il silenzio di Peacelink sul nuovo ampliamento dei lotti I e II di Italcave che sta avvenendo all’interno dell’area comunale di Taranto. Non si può far meno di mettere in evidenza che la responsabile del nodo di Taranto di Peacelink è la stessa persona che si candida ad ogni competizione elettorale con i Verdi e che, alle ultime politiche, era alleata con il PD dei decreti ‘Salva Ilva’ e ‘Sblocca Italia’, ora abbiamo letto addirittura di un avvicinamento ad Emiliano nonostante quest’ultimo voglia continuare a mandare i rifiuti pugliesi a Taranto”.