Sul Pezzo
Taranto, imprese stremate e senza liquidità: appello alle banche
“Se salta il Sistema delle Imprese salta anche il Sistema Paese”. E’ questo l’assunto che precede il grido d’allarme lanciato da Confindustria Taranto alle istituzioni, affinché facciano fronte comune rispetto a questa istanza, ed agli istituti di credito affinché adottino adeguate misure
per correre presto ai ripari.
“Il Decreto Liquidità – spiega l’associazione degli industriali ionica – così come presentato dal Governo, doveva servire a immettere, così come
dice il nome stesso, nuove risorse immediatamente fruibili per il sistema produttivo italiano, dai piccoli artigiani alle più grandi realtà industriali del paese. Questo importante, per molti aspetti vitale, intervento finanziario sta invece mostrando tutti i suoi limiti sia rispetto alle modalità di accesso richieste alle aziende, quindi alla farraginosità
delle condizioni imposte alle imprese per poterne fruire, sia in ordine alle effettive aperture di credito proposte, che appaiono ben diverse da quella vigorosa immissione di liquidità di cui si è parlato e che dovrebbe servire alle attività produttive per garantirsi una “ripartenza” sui mercati
già da adesso e ancor di più nella cosiddetta Fase2, ovvero a partire dal l’imminente 4 maggio prossimo”.
Secondo Confindustria Taranto “la situazione, così come si prospetta, è gravissima: sono già molteplici le aziende, anche del nostro sistema confindustriale, che lamentano difficoltà di accesso alle misure ed altrettante quelle che non riscontrano benefici immediati in termini di immissione di liquidità rispetto agli interventi previsti dal decreto”. Da qui la richiesta di Confindustria Taranto al Prefetto di “riconvocare al più presto il tavolo con gli istituti di credito del territorio per fare il punto della situazione e addivenire a forme di sostegno utili, immediate e concrete; analoga richiesta è stata formulata, attraverso un’apposita
comunicazione di Confindustria Taranto, alle banche del territorio.
L’auspicio è che il sistema bancario territoriale in questo momento moltiplichi i suoi sforzi nei confronti delle imprese, in termini di rapidità di risposte e di soluzioni per le specificità della nostra area, già vessata da precedenti eventi eccezionali (dal dissesto alla vicenda Ilva, ora Arcelor Mittal) affinché vadano anche oltre l’impianto normativo adottato a livello nazionale, prevedendo prodotti “dedicati” alle richieste delle aziende.
In sostanza, agli istituti di credito si chiede di trattare questa situazione non con criteri di ordinaria amministrazione assolutamente non consoni all’emergenza in atto, bensì con un approccio eccezionale, orientato alla massima celerità per l’applicazione degli interventi finanziari già disposti, di immediata fruizione ed effettiva e comprovata solidità. Occorre far presto. I tempi sono strettissimi”.