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Taranto, il “V. Veneto” da museo a nuova emergenza ambientale?

Pubblicato | da Michele Tursi

“Ma quale museo, quella nave è un pericolo. Va rimossa al più presto”. Sono questi i termini con i quali si è espressa il commissario per le bonifiche Vera Corbelli durante l’audizione al Consiglio comunale di Taranto svoltasi l’1 dicembre 2017. La nave a cui fa riferimento è il Vittorio Veneto. Con le sue parole, il commissario ha per così dire affondato, forse definitivamente, le ipotesi di bonifica, recupero e riutilizzo a fini museali del glorioso incrociatore.

“La nave Vittorio Veneto – ha aggiunto – è amianto allo stato puro. Non va assolutamente portata nei bacini di carenaggio”. La dottoressa Corbelli è perentoria ed ha affrontato l’argomento sia dal punto di vista economico che nei suoi aspetti tecnico/ambientali. “Qualcuno vorrebbe trasformarla in un museo – ha detto in Aula rispondendo ai consiglieri comunali – ma per farlo servono circa 150 milioni di euro. Una cifra enorme. Taranto ha tante bellezze, non ha bisogno della nave museo. Se qualcuno la vuole, se la prendesse pure”.

Il commissario per le bonifiche si è opposto anche allo spostamento dell’unità navale. “Rivolgo un appello accorato a tutti: il Vittorio Veneto non deve entrare nei bacini di carenaggio, altrimenti creeremo ulteriori problemi anche in quella zona del Mar Piccolo. Secondo me la soluzione migliore è che sia rimossa al più presto. Ne ho parlato anche con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare”.

Che succederà ora? Taranto darà credito alle parole del commissario per le bonifiche? Abbandonerà definitivamente l’ipotesi della nave museo? Ma sopratutto dovremmo chiederci: quando e come sarà risolto il problema? Dovremo attendere che anche il Vittorio Veneto diventi un’emergenza ambientale prima che qualcuno intervenga?