Salute
Taranto, il testamento di Sonia: continuate a lottare per la salute e l’ambiente
Si chiamava Sonia, è deceduta a dicembre del 2014 a causa di una malattia degenerativa, la Sla. Ha lottato per cinque lunghi anni. Sonia abitava al rione Tamburi e insieme al compianto Peppino Corisi (di cui era consuocera) e ad un altro gruppo di cittadini volenterosi, nei primi anni Duemila diede vita al Comitato del quartiere Tamburi che avviò una serie di iniziative in difesa della salute e dell’ambiente compromessi dai fumi e dalle polveri dell’area industriale.
Combattiva e dinamica, Sonia era una donna forte e tenace. A due anni e mezzo dalla sua morte Luciano Manna di PeaceLink ha rispolverato dal suo archivio questo filmato. Sonia giace immobile nel suo letto. Riesce a comunicare attraverso il movimento delle pupille tradotto in parole da una sofisticata apparecchiatura elettronica. Questo è il suo testamento: invita i tarantini a non abbassare la guardia, anzi ad intensificare la battaglia contro l’inquinamento, contro i fumi dell’Ilva, le polveri del parco minerali che entrano ancora oggi nelle case, sui balconi dei cittadini del rione Tamburi e non solo.
“Sonia e la sua famiglia – scrive Manna su Facebook – furono d’accordo a lasciare questo messaggio perché sapevano che nessuno in tema ambientale specula sulle malattie, chi pensa questo offende prima loro ed è cosciente di mettere in campo la più vile accusa che si possa pronunciare. Sonia è volata e con lei vola alto la nostra ricerca di giustizia che non fa sconti a nessuno”.
Drammatica anche la testimonianza di Sabrina Corisi, nuora di Sonia. “Noi lottiamo – dice – continueremo a farlo perché la forza c’è la danno le persone che hanno lottato contro malattie gravi che non hanno sconfitto. La malattia ha vinto nella mia famiglia per ben tre volte, mi sembra abbastanza per volere Ilva chiusa! Lei è mamma Sonia, mia suocera, una guerriera a tutti gli effetti. Ha lottato contro la Sla per cinque lunghi anni, non ci sono parole per descrivere la sofferenza che provava. Abbiamo sofferto anche noi nel vederla così immobile, una condizione che non le apparteneva, lei sempre in movimento, mai ferma, un uragano, vitale e gioiosa malgrado i problemi avuti nel corso della vita! Lei che solo con gli occhi ci ha dato e detto tanto”.