Salute
Taranto, il Noe sequestra una cava del valore di 2 milioni di euro
I carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Lecce hanno sottoposto a sequestro preventivo una cava in località Santa Teresa, vicino Statte. Si tratta di un’area di circa 70mila metri quadrati all’interno della quale, secondo i controlli effettuati dai militari, si esercitava illecitamente l’estrazione di pietra calcarea bianca.
Sotto sequestro anche un impianto di frantumazione e 70mila metri cubi di materiale inerte di diversa pezzatura. Il legale rappresentante della società, il direttore della cava ed il sorvegliante, sono stati deferiti (in stato di libertà) alla Procura della repubblica di Taranto. Diversi i capi di imputazione ipotizzati nei loro confronti: esercizio abusivo dell’attività estrattiva in assenza di autorizzazioni; omessa presentazione della denuncia di inizio lavori alle autorità competenti e agli organi di vigilanza; mancata predisposizione del documento di stabilità dei fronti della cava e di quelli realtivi alla sicurezza sui luoghi di lavoro; inosservanza del provvedimento di sospensione disposto dall’Ufficio Minerario Regionale.
Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è di due milioni di euro. Del sequestro sono state informate anche le autorità amministrative. Sempre a Taranto, al termine di un altro controllo effettuato in località Palombara, i carabinieri del Noe diretti dal ten. Col. Nicola Candido, hanno segnalato alla Procura della Repubblica l’amministratore unico di una srl del settore dell’estrazione e commercializzazione di pietra calcarea. Secondo i militari la società avrebbe esercitato l’attività estrattiva in maniera difforme dalle autorizzazioni concesse. Sono in corso ulteriori accertamenti.