Basket, Sport
Taranto, il CJ ha bisogno di fondi e chiama l’imprenditoria locale: la proposta
Senza tanti giri di parole: il CJ Taranto ha bisogno di sostegno finanziario per chiudere questa stagione, per cominciare la prossima con solide basi e dunque programmare nel solco di una tradizione cestistica che quest’anno compie cinquant’anni e che negli ultimi quattro ha toccato le vette più alte della serie B, giocandosi anche una semifinale per salire in A2.
Adesso servono fondi. Sergio Cosenza e Roberto Coversano in biblioteca, oggi, non ne hanno fatto mistero. Anzi, il sodalizio parla chiaro e numeri alla mano chiama a raccolta l’imprenditoria locale, proponendo un patto sociale ad un pezzo importante del tessuto connettivo ionico. Viene stimata un’esigenza pari a 250mila euro.
Non è una colletta fine a se stessa. E’ la proposta di un accordo solidale fondato sui pilastri dell’identità e dell’appartenenza, dell’orgoglio di aiutare e al tempo stesso far parte.
Il CJ Taranto, che nelle scorse ore ha scritto una lettera a dieci imprenditori e che da stasera rende pubblica l’esigenza di cassa attraverso gli organi di stampa, si augura che chi vorrà – e naturalmente può – investa almeno l’1% dei propri utili nella società, sotto forma di sponsorizzazione o di ingresso in capitale. Ma c’è di più, Conversano, coadiuvato dal dirigente Massari e dallo staff presente oggi nel corso del confronto con la stampa in una saletta della Acclavio, auspica che piccole, medie e grandi imprese del territorio possano ricorrere allo strumento del welfare aziendale per acquistare biglietti o abbonamenti e destinarli ai propri lavoratori.
Il CJ, che domani sera ospiterà Imola al PalaMazzola (ore 19) per centrare la prima vittoria del 2024, è alle prese con una stagione segnata dagli infortuni che hanno minato, sinora, il cammino del giovanissimo roster affidato a coach Cottignoli nella B nazionale del basket italiano.
Ma se il parquet è un recinto in cui tutti i giochi restano aperti sino all’ultima sirena, è la partita doppia dei conti a tenere in ansia la governance. Da qui la necessità di un apporto concreto, “ringraziando chi già è al nostro fianco e auspicando che Taranto risponda a questa chiamata” ha chiuso Conversano.