Skip to main content

Taranto, i volti della Passione in mostra al Carmine

Pubblicato | da Redazione

Questa sera, alle 18.30, l’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, inaugurerà nella chiesa del Carmine la seconda edizione di “Facies Passionis”, la mostra che espone i volti della Passione attraverso le statue delle processioni della Settimana Santa.

“Le tradizioni religiose popolari sono una componente fondamentale della storia, della cultura e della civiltà delle nostre comunità – spiega il priore dell’arciconfraternita del Carmine Antonello Papalia – le statue conservate dalle Confraternite, infatti, sono una straordinaria testimonianza d’arte, un patrimonio culturale che va tutelato, curato, valorizzato e fatto conoscere. Ma le processioni sono anche una forma di evangelizzazione diretta e immediata”.

Il voler unire fede, tradizione ed arte ha così portato l’Arciconfraternita del Carmine di Taranto ad organizzare la seconda edizione di “Facies Passionis”, forte anche del successo dello scorso anno, quando ai primi di febbraio, in quattro giorni, ben 10mila persone hanno varcato il portone principale del Carmine per ammirare le statue esposte. E anche stavolta i simulacri sono dieci e vengono non solo dalla Puglia, dalla Capitanata al Salento, passando per Bari e Taranto, ma anche dalla Sicilia: da Trapani per l’esattezza.

L’edizione del 2019 oltre al Carmine vede coinvolti l’Arcidiocesi di Taranto, il Comune di Taranto, la Regione Puglia (attraverso l’assessorato all’Industria turistica e culturale), il Teatro Pubblico Pugliese e Piil Cultura, l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, l’Ordine degli avvocati di Taranto, la Scuola forense di Taranto e la Banca di credito cooperativo di San Marzano di San Giuseppe che è il tesoriere dell’Arciconfraternita.

Belle e suggestive le statue che i visitatori di “Facies Passionis” avranno modo di ammirare. Un percorso coinvolgente in uno dei momenti fondamentali della vita di Gesù, dall’ultima cena con gli apostoli alla sua spoliazione prima della crocifissione, unito al dolore profondo di Sua Madre Maria. Le statue dell’edizione 2019 sono La Flagellazione ed Ecce Homo da Trapani, La Spoliazione da Valenzano, L’Ultima Cena da Palese, Il Trasporto da Carbonara, Il Calvario da Gallipoli, La Pietà da Trinitapoli, La Caduta da Mottola, l’Addolorata da Martina Franca e Gesù Morto da Taranto. Il Carmine ha scelto di esporre la statua più prestigiosa della processione dei Misteri che, nei giorni scorsi, è tornata nella chiesa di appartenenza dopo dei lavori di restauro artistico. In parallelo alla mostra, nei quattro giorni ci saranno anche delle iniziative collaterali.

Oltre ai volti della Passione, ci saranno anche i suoni della Passione con due momenti musicali in piazza Carmine, entrambi alle 19.30. Il primo il 21 febbraio col complesso bandistico “Montanaro” di Mottola diretto da Barbara Gigante e il secondo il 23 febbraio con l’orchestra di fiati “Delle Cese” di Bitonto-Bari (che torna a Taranto dopo la prima edizione) diretta da Vittorio De Santis.