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Taranto, i dimissionari rispondono al Pd. Ma Battista non firma
Pubblicato | da Michele Tursi
Si accavallano posizioni e documenti in relazione alla crisi politica al Comune di Taranto. Il sindaco Melucci ha rotto il suo lungo silenzio annunciando, di fatto, l’allargamento della maggioranza a forze politiche e consiglieri comunali che finora non ne facevano parte. In campo anche il Pd che ha risposto all’iniziativa dei 13 consiglieri che hanno depositato dinanzi al notaio le firme per lo scioglimento della massima assise cittadina. La replica dei 13 non si è fatta attendere. In verità la pattuglia ha perso un pezzo, perchè le firme in calce al documento sono 12.
Manca quella di Massimo Battista, ex M5S, ora indipendente. “Sono e resto fermamente convinto della necessità di sciogliere questo Consiglio comunale – spiega Battista a la Ringhiera – ma mi sottraggo a questo inutile ping-pong di documenti che appartiene a vecchi e inutili riti, gli stessi che hanno contribuito ad allontanare tanti cittadini dalla politica. Gli ultimi sviluppi delle vicende al Comune di Taranto sono la conferma che la nostra città, purtroppo, è amministrata da persone per le quali le poltrone sono più importanti del benessere della collettività. Si continua a giocare con i cittadini di Taranto”. La risposta al Pd, quindi, porta in calce le firme di Cosimo Festinante, Floriana de Gennaro, Mario Pulpo, Federica Simili, Cataldo Fuggetti, Marco Nilo, Stefania Baldassari, Giampaolo Vietri, Antonino Cannone, Francesco Nevoli, Vincenzo Fornaro, Massimiliano Stellato. Ecco il testo del documento. “Leggiamo, senza ormai neanche più stupirci, le considerazioni di alcun pregio politico espresse dal Pd in merito alla raccolta di firme avanzata dagli odierni sottoscrittori: ancora una volta si è persa l’occasione per tacere! La nostra azione era ed è finalizzata a far uscire da questa impasse il Consiglio Comunale ma soprattutto la nostra città come abbiamo chiaramente spiegato nel nostro comunicato. Non abbiamo bisogno di lezioni da chicchessia, conosciamo i nostri doveri e i nostri diritti, ma soprattutto vogliamo guardare in faccia ed a testa alta i nostri elettori.
Auspichiamo che ogni consigliere, che sia di maggioranza o ancora in opposizione, con senso di responsabilità e raccogliendo il malcontento di un’intera cittadinanza, contribuisca allo scioglimento anticipato di un consiglio comunale che in poco più di un anno è mezzo non è riuscito a dare alcuna risposta alla città. Siate sicuri che, laddove si raggiungano 17 firme (comprensive delle nostre) il consiglio Comunale sarà sciolto a norma e per effetto dello art 141 del Tuel, diversamente continueremo ad operare nel rispetto del nostro mandato e dei nostri elettori per il bene della città. I colleghi del PD anziché avvicendarsi in rinvii normativi e giurisprudenziali impropri che hanno come unica finalità quella di spostare l’attenzione sui noti prestigiatori della politica tarantina facenti parte della loro coalizione si preoccupassero di risolvere le loro beghe interne che sono ormai sotto gli occhi di tutti”.