Skip to main content

Taranto, gli architetti contro Melucci: Non serve il blasone, ma le buone idee

Pubblicato | da Redazione

“I rapporti intercorsi tra l’Amministrazione comunale e lo studio Zaha Hadid Architects, oltre ad aver generato perplessità e forti dubbi anche da parte dei nostri iscritti, professionisti operanti sul territorio, non ci convince né nel metodo e né nel merito e si dirige in direzione diametralmente opposta rispetto a quanto fino ad ora auspicato e definito”. Lo afferma il Consiglio dell’Ordine degli Architetti della provincia di Taranto in una lettera inviata al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e all’assessore comunale all’Urbanistica arch. Ubaldo Occhinegro.

La vicenda cui si fa riferimento è relativa alla visita a Taranto di un componente del noto studio Zaha Hadid Architectes avvenuta qualche giorno fa. Tra architetti e Comune di Taranto si apre un nuovo motivo di polemica. L’Ordine chiede subito un confronto con l’Amministrazione comunale. Pubblichiamo di seguito il testo integrale della lettera.

“Apprendiamo dalla stampa locale che il Comune di Taranto ha ospitato nei giorni scorsi un
rappresentante di un noto studio internazionale di architettura con il quale avrebbe affrontato
ragionamenti “su futuri ed importanti progetti di architettura che mirino alla riqualificazione del territorio
ed alla rigenerazione urbana delle periferie” e che lo stesso abbia colto “l’occasione per scoprire da vicino la città, visitando luoghi strategici ed aree degradate in un intenso weekend di sopralluoghi, dichiarandosi
estremamente sorpreso dalla bellezza dei luoghi e pronto a dare il contributo per la città”. Inoltre si
sarebbe discusso “di varie aree degradate e funzioni già al vaglio dell’amministrazione comunale Melucci
da tempo”.

Le ricordiamo che appena due mesi fa il nostro Ordine, unitamente a quello degli Ingegneri ha, in
seduta pubblica, siglato un protocollo di intesa insieme al Comune di Taranto che impegna i soggetti
sottoscrittori ad una serie di azioni comuni indirizzate alle trasformazioni del territorio, alla rigenerazione
urbana ed al nuovo PUG, mettendo a disposizione reciprocamente le rispettive competenze e risorse
umane, culturali e professionali con spirito di confronto e condivisione delle azioni di indirizzo. Prima e
significativa azione di questo protocollo è la scrittura congiunta del bando per un concorso di progettazione a due gradi dell’area di Porta Napoli per il quale, grazie all’azione sinergica e collaborativa dei due Ordini professionali coinvolti, il Comune di Taranto ha ottenuto il primo posto al bando regionale al sensi della L.R. 14/2008. Ulteriore significativa azione di collaborazione operativa è la partecipazione attiva a tutte le fasi di confronto relativa al redigendo Documento Programmatico Preliminare al PUG.

Queste azioni, convintamente promosse dal nostro Ordine professionale insieme a quello degli Ingegneri, seguono una lunga fase di incomprensioni e di difficoltà di relazione con il Civico Ente, superate grazie alla buona volontà e all’interesse superiore verso cui l’azione del nostro Ordine è rivolta da sempre nell’interesse dei nostri iscritti e soprattutto dell’intera collettività. Per tutte queste ragioni quanto promosso a mezzo stampa circa i rapporti intercorsi tra l’Amministrazione comunale e lo studio Zaha Hadid Architects, oltre ad aver generato perplessità e forti dubbi anche da parte dei nostri iscritti, professionisti operanti sul territorio, non ci convince né nel metodo e né nel merito e si dirige in direzione diametralmente opposta rispetto a quanto fino ad ora auspicato e definito.

Abbiamo sempre sostenuto che l’architettura di qualità, di cui la nostra città e il nostro territorio hanno
estremamente e urgentemente bisogno da troppi anni, debba passare non già dal blasone dell’architetto
coinvolto ma dal buon progetto di architettura e che questo risultato si possa ottenere esclusivamente
attraverso la partecipazione di più soggetti qualificati, anche internazionali, che in competizione tra loro
presentino le migliori idee e soluzioni possibili. Il Concorso di architettura, dove l’Idea e non il curriculum o il fatturato dello studio sia l’elemento determinante per la qualità del progetto architettonico, è l’unico strumento che può garantire questo risultato.

Un Concorso di progettazione e non un mero Concorso di idee, dove finalmente all’idea possano
seguire le realizzazioni concrete. Il caso del Concorso di idee sulla città vecchia, finito sostanzialmente in un
nulla di fatto dovrebbe aver fatto comprendere a tutti i fortissimi dubbi da noi sollevati negli anni scorsi.
Riteniamo che sia finalmente esaurita la stagione, tutta italiana e di approccio decisamente provinciale (e che non ha visto esente negli ultimi anni neanche la nostra città) che ha promosso il coinvolgimento esclusivo dei grossi nomi del panorama mondiale dell’architettura, spesso coinvolti a chiamata diretta e spesso usati da alcuni come icone propagandistiche di una politica incapace di prefigurare il futuro delle nostre città. Riteniamo che sia finalmente giunto il momento di definire, attraverso le forme di partecipazione democratica alla costruzione del progetto come il concorso di architettura, esempi di trasformazioni urbane e progetti puntuali che non si limitino ad essere semplici quanto spesso banali attrattori iconici ma che rivestono il ruolo invece di vere opere di architettura contemporanea capaci di migliorare la qualità del complessiva del territorio e della vita dei suoi cittadini, come solo l’architettura di qualità sa fare.

Per questi motivi chiediamo un incontro di chiarimento in cui si definiscano formalmente le linee di
indirizzo che questa Amministrazione comunale intende perseguire in ambito urbanistico e gli strumenti
con i quali tali indirizzi si intendano portare avanti, al fine di proseguire, se possibile e con più chiarezza, il
cammino di collaborazione intrapreso”.