Pubblicato alle ore 13:04

Taranto, Giardini dell’ospedale militare risorsa naturale e culturale. La riflessione degli Amici dei Musei

Taranto, Giardini dell’ospedale militare risorsa naturale e culturale. La riflessione degli Amici dei Musei

I Giardini dell’Ospedale Militare, bene da “restituire” pubblica fruizione.  “I giardini, punto di congiunzione tra arte, storia e natura, costituiscono un tassello importante della cultura identitaria di un territorio.  Conoscerli, immergersi nella loro storia, respirarne bellezza, viverli come spazio di dialogo e di socializzazione allargata, non può che migliorare il nostro benessere psicofisico e la qualità della vita. La dura esperienza della pandemia ci ha insegnato a riscoprire il verde in tutti i suoi aspetti, a farcelo percepire come una risorsa, come polmone di ossigeno, come luogo della biodiversità, come spazio di incontro, area per lo sport e come testimonianza di storia, di memoria”.


Gli Amici dei Musei Taranto tracciano così il bilancio di una interessante conversazione tenuta nei giorni scorsi sull’argomento. La XIX Giornata Nazionale e I Giornata Europea FIDAM (Federazione Italiana Amici dei Musei), è stata infatti celebrata lo scorso 8 ottobre e ha rilanciato quest’anno il tema dei Giardini in Arte, coerentemente al rafforzamento dei valori ambientali che il PNRR ha scelto come guida” si evidenzia nella nota.



“Sono tanti i giardini di pregio, nei palazzi baronali, nei complessi masserizi e negli spazi claustrali; anche nei secoli in cui avviene il passaggio al verde pubblico, tra ‘800 e‘900, la Puglia si popola di splendide ville comunali, piazze alberate, piazze-giardino. Quando pensiamo alla bellezza ed alla storicità della villa Peripato di Taranto, viene spontaneo collegarla ai vicinissimi Giardini dell’Ospedale Militare, spazio verde vitale e suggestivo, ancora precluso alla pubblica fruizione, ma che potrebbe essere ripensato con nuovi modelli di gestione – si legge – ricchi di storia e di architetture vegetali di pregio, questi giardini costituiscono una vera riserva archeologica, che custodisce memoria di una grande area sacra e di un teatro; in questo spazio degradante sul mare… lungo la via di Santa Lucia… sorsero poi casini di campagna, con orti, giardini, agrumeti e vigneti e, nel mar Piccolo, i “giardini” di ostriche e cozze pelose. “Se qui Adamo avesse nuovamente peccato, forse Iddio avrebbe fatto finta di niente”, suggerisce l’epigrafe nello scudo ovale elegantemente sorretto da uno dei leoni superstiti di villa Capecelatro ed è proprio questo frammento di paradiso che la comunità vorrebbe vedere rinascere e rivivere come spazio restaurato e finalmente aperto ai visitatori”.

La giornata tarantina degli Amici dei Musei, molto partecipata e ricca di relazioni interessanti (la foto che pubblichiamo è stata gentilmene concessa dagli Amici dei Musei) sul filo della ricostruzione storico-archeologica e botanica, ha avuto come comune denominatore proprio il tema dell’interesse pubblico dei giardini storici, che è stato proposto al pubblico ed alle istituzioni come tema di riflessione.

“Tale interesse pubblico è certamente riscontrabile nella promozione e finanziamento, nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), di specifici interventi finalizzati alla rigenerazione e riqualificazione dei parchi e dei giardini italiani di interesse culturale, al rafforzamento dell’identità dei luoghi, al miglioramento della qualità paesaggistica, della vita e della salute dei cittadini e, non da ultimo, alla creazione di nuovi poli e modalità di fruizione culturale e turistica. L’obiettivo perseguito con tal azioni è costituito dalla diffusione di una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica, favorendo contestualmente lo sviluppo di quelle funzioni che possiedono dirette e positive ricadute ambientali quali, ad esempio, la riduzione dell’inquinamento, la regolazione del microclima, la tutela della biodiversità, etc”.


La tutela dei giardini storici porta con sé e richiama l’attenzione sulla più ampia tematica della protezione e valorizzazione dell’ambiente e delle sue risorse naturali, sottolinenao Gli Amici dei Musei Taranto.

“Non si tratta, evidentemente, solo della cognizione della lettera delle leggi che disciplinano la materia ambientale, ma di una riflessione di più ampio respiro sull’importanza crescente che assume la funzione di governare l’ambiente e sulle sue ripercussioni sul sistema politico e sulla democrazia. Dunque, «la questione non è solo giuridica, ma presuppone una presa di posizione addirittura sul piano filosofico» (P. Maddalena, L’ambiente: prolegomeni per una sua tutela giuridica, in Riv. Giur. Dell’ambiente, 3/4, 2008, p.523). Il problema che rimane aperto è quello di trasporre in categorie giuridiche il concetto di risorse naturali, quel concetto di appartenenza che crea l’endiadi uomo-ambiente. Anche in quest’ambito non è possibile riscontrare unità di vedute, ma tanto le posizioni che sostengono il modello degli usi civici, quanto quelle propugnanti il modello dei commons, sono accumunate da un denominatore costituito dalla percezione del territorio come bene comune”.

La riflessione sul significato della tutela e conservazione dei giardini storici, dunque – si legge nella interessantissima e ricca nota degli Amici dei Musei – richiama l’attenzione della società istituita e della politica su di un modo nuovo di confrontarsi con le risorse storico-culturali e naturali del nostro pianeta e, allo stesso tempo, sollecita una maggiore responsabilizzazione dei cittadini e delle imprese. Come è stato efficacemente detto da H. M. Enzensberger «La grande scommessa di inizio terzo millennio, non è migliorare il mondo, ma risparmiarlo!».


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