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Taranto, fermati a riflettere

Pubblicato | da Michele Tursi

Taranto città al limite. Taranto città di frontiera. Taranto si è svegliata sotto shock per la tragedia familiare di via Galera Montefusco. Tre morti, una famiglia distrutta, un bimbo di 4 anni, capro espiatorio di una crisi coniugale.

Si resta sgomenti, anche se da anni ne vediamo e ne raccontiamo di tutti i colori. Non c’è un perchè, non può esserci una giustificazione all’abisso, al buco nero delle coscienze. Eppure, non possiamo fare a meno di interrogarci. Invano, perchè una risposta non c’è. E anche se ci fosse… a cosa servirebbe?

ilvaServe, invece, fermarsi a riflettere sugli ultimi dati del Registro Tumori per gli anni 2006/2011.
Non tanto sui numeri e sull’incidenza di neoplasie, spaventosi come sempre. Quanto sui due allarmi lanciati dai medici.

Il primo: per fronteggiare un’emergenza di queste dimensioni occorrono strutture, mezzi e personale che al momento Taranto non ha.
Il secondo: anche se l’inquinamento dovesse diminuire nei prossimi anni, l’emergenza sanitaria nella nostra città non arretrerebbe.

Insomma, dopo i giudici, dopo le maxi-perizie, ora ce lo dicono, anche i medici. Che facciamo? Voltiamo pagina e andiamo avanti? Oppure ne prendiamo atto e agiamo di conseguenza. Una cosa è certa, nessuno potrà dire: io non sapevo. Se tardiamo ancora per fermare la strage sarà omissione di soccorso e saremo tutti responsabili.