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Taranto, emissioni insopportabili. Battista chiederà alla Procura di verificare le cause e i dati delle centraline

Pubblicato | da Redazione

“Cosa succede in città?” si chiede il consigliere comunale Massimo Battista. Si riferisce alla notte tra giovedì e venerdì scorsi (e nelle ore successive…) quando  i tarantini hanno dovuto sopportare fortissime emissioni odorigene (tecnicamente la puzza industriale viene definita così).

“Procura Della Repubblica, sono pronto a sottoscrivere ciò che sto dichiarando” premette Battista nel suo post Fb girato anche alla stampa. “Succede che dalla notte tra giovedì e venerdì la città di Taranto è sottoposta ad emissioni altamente cancerogene provenienti dalla zona industriale”. Battista chiederà alla magistratura di verificare se la fonte di queste emissioni sia stata lo stabilimento siderurgico, “nello specifico l’altoforno 1 che avrebbe sprigionato nell’aria una quantità di sostanze killer tali da mandare in tilt le centraline di rilevamento interne ed esterne alla fabbrica – sostiene Battista  che probabilmente domattina si recherà in Procura per denunciare tutto nero su bianco – tra i vari gas rilasciati ci sarebbe la pericolosissima anidride solforosa (So2) che è particolarmente pericolosa per gli asmatici ed è irritante per le mucose e per le vie respiratorie“. Battista chiederà alla Procura di verificare, ovviamente,  i dati registrati dalle centraline, ovvero se sia vero il livello di “quattro volte superiori all’interno della fabbrica (centralina cockeria) e tre volte all’esterno, nella fattispecie questo dato sarebbe stato rilevato dalla centralina sita in via Machiavelli al quartiere Tamburi – prosegue Battista –   quartiere invaso da puzza di gas, come anche il resto della città, nel silenzio generale di media e politica, impegnati a parlare del coronavirus”. Battista si rivolge dunque al sindaco Melucci  che “potrebbe interrompere questo scempio”, al “resto della politica che  tace permettendo che una intera città sia sacrificata per il bene della Nazione” Infine una chiosa sui tarantini, che  “continuano a lasciar fare, escluse poche eccezioni: c‘è la totale rassegnazione, come se si aspettasse l’inevitabile sentenza di morte. I tarantini dormono, Taranto muore” chiude Battista.