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Taranto, elezione Ordine Avvocati: battaglia anche sul rinvio

Pubblicato | da Michele Tursi

Elezioni col brivido. Il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Taranto, si conferma una competizione combattuta che si arricchisce di nuovi motivi di polemica. Al momento le operazioni di voto restano fissate per i prossimi 17, 18, 19 gennaio. Per lunedì 14 gennaio 2019 è in programma, però, una riunione del Consiglio uscente che si esprimerà sulla materia.

Per quale motivo potrebbe esserci un rinvio, ipotesi che non tutti valutano positivamente? La motivazione risiede nel decreto legge approvato il 10 gennaio dal Consiglio dei ministri. Il testo, su proposta del presidente Conte e del guardasigilli Bonafede intende “assicurare condizioni di ordinato rinnovo dei consigli degli ordini circondariali forensi scaduti il 31 dicembre 2018, superando, a tutela della loro funzionalità, le incertezze applicative in ordine alla ineleggibilità di avvocati che hanno già svolto due mandati consecutivi, ai sensi della legge 12 luglio 2017, n. 113″.

Il Governo, in sostanza, conferma quanto sancito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 32781/2018 e cioè: chi ha già svolto due mandati non può essere rieletto e ciò vale anche per gli incarichi iniziati prima dell’entrata in vigore della legge 31 dicembre 2012, n. 247. Il decreto legge entra immediatamente in vigore ed entro sessanta giorni dovrà essere convertito in legge. Ed è qui che si insinuano le tesi dei sostenitori del rinvio.

“Anche se il decreto è immediatamente in vigore, personalmente sono convinto che sia del tutto ragionevole attendere la sua conversione in legge”. Questa l’opinione dell’avvocato Egidio Albanese, già in passato alla guida dell’Ordine e nuovamente candidato alla presidenza. “Il governo – spiega – ha inserito nella legge di conversione del disegno di legge sulla semplificazione l’emendamento che riguarda l’elezioni degli ordini forensi, al fine di accelerare l’entrata in vigore di tale norma. Ricordo a tal proposito che tale legge, secondo i tempi parlamentari, dovrebbe essere approvata entro il 12 febbraio, risolvendo definitivamente il problema”.

Secondo Albanese “rinviare l’assemblea e quindi le sole operazioni di voto, è la cosa più giusta da fare nell’interesse dell’Avvocatura ionica. Ciò perché il numero dei candidati, 54, è certamente sufficiente ad assicurare una serena competizione elettorale anche al netto di eventuali candidati col doppio mandato. Dovranno, invece, indire nuove elezioni tutti quei Consigli che, al netto dei candidati non eleggibili, verranno a trovarsi con un numero di candidati inferiori ai posti da assegnare”. Infine, una considerazione finale di carattere generale. “Rimane la delusione personale – conclude Albanese – perché con questa vicenda l’Avvocatura, dimostrandosi disunita ed incapace di gestirsi tanto da demandarne il compito ai giudici e governo, ha dimostrato tutta la sua fragilità.

Di tutt’altro avviso è Mirella Casiello, un’altra contendente alla presidenza degli avvocati ionici. “Si rincorrono le voci, speriamo infondate – afferma – che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto (già scaduto il 31.12.2019 e in carica solo per gli affari ordinari e traghettare il Foro verso le elezioni), voglia rinviare le operazioni elettorali in corso. Tutto ciò avverrebbe in palese conflitto di interesse dei componenti il Consiglio dell’Ordine che risultano, ad oggi, candidati alle prossime elezioni, in particolare coloro che non sono più candidabili”.

“Il rinvio delle operazioni elettorali – aggiunge – con conseguente proroga della durata del Consiglio uscente, può essere deliberato solo in presenza di motivato interesse pubblico, preminente rispetto a quello sotteso alla regolare prosecuzione delle operazioni di voto. Tale interesse pubblico preminente in questo caso è del tutto insussistente atteso che vi sono oltre 40 candidati in corsa per 21 posti. La prevista e preannunciata incandidabilità dei Consiglieri che hanno già espletato due mandati consecutivi non determina alcuna necessità di rinvio, né in riferimento all’interesse, privato, dei colleghi incandidabili; né dell’interesse, sempre privato, di tutti i consiglieri candidati, sotteso ad una eventuale diversa organizzazione delle candidature (le candidature sono singole, come previste per Legge); né dalla mancanza di un numero di candidature valide inferiore al numero dei consiglieri eleggibili”.

La Casiello è irremovibile. “I problemi legati alla riorganizzazione della campagna elettorale degli irriducibili incastonati sulle poltrone, non devono pregiudicare l’interesse del Foro ionico di avere un Consiglio insediato nel pieno dei suoi poteri Le rendite di posizione lasciamole ad altri consessi.
Lasciateci votare”.

Più defilata la posizione dell’avvocato Fedele Moretti, anch’egli in corsa, almeno fino a qualche giorno fa. “Per quanto mi riguarda – dice – la decisione di rinviare le elezioni o di svolgerle secondo le date già fissate, non cambia nulla. Al momento, secondo il contenuto del decreto legge, sono ineleggibile. Attendo le decisioni del Consiglio”. Nessun commento dal presidente uscente, l’avvocato Vincenzo Di Maggio che rimanda tutto alla riunione del Consiglio convocata per il 14 gennaio.