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Taranto, effettuato il tampone all’operaio Mittal sospetto covid-19

Pubblicato | da Redazione

Novità sulla vicenda dell’operaio Arcelor Mittal per il quale si teme la positività al covid-19. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi il lavoratore aveva accusato un malore in fabbrica e, dopo le prime cure nell’infermeria dello stabilimento, ha fatto rientro a casa anticipatamente.

Giunto a casa con la febbre, l’operaio ha allertato il medico di famiglia ed ha seguito la procedura per i casi di sospetto coronavirus. Da quanto appreso da fonti sindacali, nella tardissima serata di ieri, poco prima di mezzanotte, il personale sanitario avrebbe praticato il tampone all’operaio Arcelor Mittal. Nelle prossime ore si conoscerà l’esito dell’accertamento.

I pericoli di contagio tra gli operai dello stabilimento siderurgico di Taranto sono da giorni al centro di un confronto tra sindacati, azienda e istituzioni. Fim, Fiom, Uilm, Usb chiedono il fermo della produzione e il mantenimento degli impianti in sicurezza mediante il regime di “comandata” che prevede l’utilizzo di un numero massimo di 1500 unità sui tre turni.

Attualmente, invece, in fabbrica operano 5500 lavoratori (3500 diretti, 2000 dell’appalto) per effetto del decreto del prefetto di Taranto. Da domani dovrebbe inziare la cigo per covid-19. L’azienda ha chiesto l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per l’intero organico, pari a circa 8200 unità. Ma si tratta di una misura precauzionale. Ora, però, bisognerà attendere gli sviluppi in ordine al sospetto caso di covid e apire quali ripercussioni potrà avere sull’organizzazione del lavoro.