Taranto, Edilizia settore dimezzato da crisi e covid ma ora è pronto a ripartire

Taranto, Edilizia settore dimezzato da crisi e covid ma ora è pronto a ripartire

La crisi del settore edile arriva da lontano. Nella provincia di Taranto le difficoltà congiunturali e il lockdown, hanno ulteriormente appesantito un settore in grave difficoltà. Dai dati della Cassa Edile emerge che nel corso di un decennio, l’edilizia ionica ha perso oltre 5 mila lavoratori, 5 milioni di ore lavorate e 35 milioni di massa salari. In sostanza il settore è stato dimezzato nella sua consistenza produttiva ed occupazionale ritornando indietro di oltre 40 anni.


Lo scenario nazionale immaginato da Ance prevede una “ripresina” degli investimenti nei primi mesi del 2021. A Taranto, invece, la situazione presenta connotati più problematici. “La riapertura di maggio – rileva Ance provinciale in un’indagine conoscitiva – non ha mostrato da subito i segnali positivi attesi, sia per via della vigenza delle disposizioni di contenimento del virus sia perché la protratta chiusura delle attività edili ha segnato profondamente le imprese del nostro territorio. Circa il 50% delle imprese che hanno partecipato alla rilevazione ha dichiarato ancora la chiusura dei propri cantieri dopo il 4 maggio 2020 e la permanenza di alcune delle principali criticità evidenziate già a marzo”.



Il settore delle costruzioni è stato al centro di Zoom spazio imprese, l’appuntamento di Confindustria Taranto con i settori produttivi dinanzi alla prova del covid. All’incontro hanno partecipato Fabio De Bartolomeo, presidente Ance Taranto, il già presidente Ance  Paolo Campagna (che ha da poco passato il testimone a De Bartolomeo), i vicepresidenti Giovanna Del Prete, Michelangelo Donvito e Vito Messi e il Presidente della Sezione Materiali da Costruzione Guglielmo Donzella. 

Quali prospettive per i prossimi mesi? “A livello territoriale, si confermano nodi critici in diversi comparti – è stato ribadito durante l’incontro e nel dossier presentato alla stampa – anche se, soprattutto nel settore delle opere pubbliche, l’intenso lavoro di programmazione sta cominciando a dare i primi frutti e si attende, già a partire dai prossimi mesi, un generale rilancio
degli affidamenti. La provincia di Taranto, per effetto del Contratto Istituzionale di Sviluppo e dell’insieme della programmazione nazionale e
regionale, si presenta come beneficiaria di una rilevante dotazione finanziaria pubblica destinata a sviluppare la dotazione di infrastrutture ed a sostenere importanti processi di risanamento, riqualificazione e rigenerazione del territorio. In tale scenario l’intera filiera delle costruzioni, se opportunamente integrata nei processi di spesa programmati, è destinata a giocare un ruolo determinante ed a trovare spazi rilevanti di rilancio dei suoi livelli produttivi ed occupazionali”.

Un discorso a parte merita il settore delle manutenzioni edili nei grandi complessi industriali del territorio: Arsenale, Raffineria Eni, Ilva. In questo senso Ance Taranto ha ribadito la necessità di “agire affinchè, in uno con le complesse decisioni da assumere in ordine ad assetti proprietari e modelli produttivi, tale patrimonio imprenditoriale non venga in alcun modo
disperso e possa pertanto ricostruirsi una propria solida posizione
competitiva anche per gli anni a venire”.


Grande attenzione e grandi speranze, infine, nei processi di rigenerazione urbana. “Tutelare il territorio, promuovere gli interventi di riqualificazione
degli edifici esistenti e delle aree degradate, valorizzare gli attrattori naturali storico e culturali, agire sull’efficienza e la qualità dei servizi, delle infrastrutture e della mobilità, favorire la manutenzione dell’ambiente urbano, sono le principali direttrici di azione che potranno garantire in futuro importanti opportunità di rilancio del settore delle costruzioni. Su queste direttrici, occorre una chiara azione pubblica che, grazie anche ai provvedimenti di emergenza di modifica del quadro normativo, all’adozione di moderni strumenti finanziari di collaborazione tra pubblico e privato, all’azionamento di leve fiscali ed urbanistiche, possa in concreto sostenere un grande rinnovamento urbano di Taranto”.


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