Copertina, Sul Pezzo
Taranto, dramma o paradosso? Chi occupa edifici, chi vende case popolari sui social
Ieri a Taranto non è esploso solo il dramma della casa. E’ il dramma della povertà, dell’intolleranza, del fallimento delle istituzioni, di un modo becero di fare politica. C’è la gente che soffre veramente, i bambini sballottolati da un centro sociale all’altro. Ma ci sono anche i professionisti del sussidio, del fitto pagato, del “mi spetta tutto senza fare niente”. Sul sfondo il razzismo, le paure, sventolate a seconda della convenienza. Gli immigrati sono una questione da gestire con equilibrio, quello che sinora è mancato. Per qualcuno sono un business, per altri un argomento per fare campagna elettorale. Pochi cercano una soluzione vera.
Quella di ieri a Taranto è stata una guerra tra poveri, l’ennesima. Senzatetto contro immigrati. Accade in una città a fine legislatura ma che è da tempo priva di una guida. Sindaco fantasma, giunta fantasma, consiglio comunale fantasma. Un consesso tenuto in vita dal “tengo famiglia” ha permesso a Stefàno di trascinarsi stancamente sino a fine legislatura e di materializzarsi all’improvviso per annunciare improbabili ritrovamenti archeologici. Non ci sono più partiti. Pd in frantumi, Forza Italia allo sbando. Ambientalisti in cerca d’autore e, per non essere da meno, pure i 5 stelle sono spaccati.
Quella di ieri a Taranto è stata la guerra delle donne. Sono loro le vere spartane. Urlano, trattano con polizia e carabinieri e con la blanda proiezione istituzionale apparsa ieri tra i manifestanti. Stringono bambini spauriti, alzano barricate, dettano modi e tempi. Era così anche negli anni Settanta, quando già c’era il dramma della casa. Passeggini e pancioni, sono un limite invalicabile per gli agenti in assetto anti sommossa. Oggi, però, è tutto più complesso. Non si costruiscono case popolari, ma ci sono decine di immobili vuoti e abbandonati in città, esposti al pericolo occupazione, pronti per il business degli immigrati. Forse è arrivato il momento di fare ordine. Forse è necessario fare una mappa di questi edifici: di chi sono? Perchè sono abbandonati dopo aver fruttato decine di milioni di euro all’anno di fitti degli enti pubblici? Forse è necessario che il nuovo prefetto convochi un vertice con il Comune ed i proprietari degli immobili, per capire come intervenire.
Quella di ieri è la guerra dei paradossi. Decine di disperati a lottare per un alloggio popolare. Guerriglia urbana, tensioni, strade bloccate, cassonetti rovesciati. Diritto alla casa. Vero o presunto? Perchè poi ci sono i professionisti delle compravendite sottobanco. Quelli che mettono gli annunci su Facebook: “Appartamento Tamburi case parcheggio. 19mila euro poco trattabili”. Per carità, nulla di nuovo. Avveniva anche in passato, ma la rete ha reso tutto più facile. Basta iscriversi ad un gruppo, ci dicono, (vedi video allegato) e dire che si è disposti ad acquistare una casa popolare. Arrivano decine di offerte. Provare per credere. Arrivederci alla prossima occupazione.
https://youtu.be/9NlPhNz7C3M