Salute
Taranto, dopo l’omicidio in ospedale… sanità sotto osservazione
L’assurda morte di Maria Domenica Dursi, la 73enne aggredita e uccisa dal gesto di un folle mentre si trovava in una saletta del pronto soccorso del SS. Annunziata, ha acceso il riflettori sulla situazione del maggiore nosocomio tarantino e in particolare sul reparto di pronto intervento. Questa mattina i funerali della donna nella chiesa di San Roberto Bellarmino. Una vicenda che apre una serie di interrogativi sulla sicurezza degli operatori sanitari e degli stessi pazienti. Anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, interviene sulla vicenda. “Fino all’ultimo ho sperato che le condizioni della signora potessero migliorare – scrive il primo cittadino – anche se i sanitari si erano espressi sulla estrema gravità fin da subito. Purtroppo così non è stato”.
“Come i miei concittadini – continua – sono scosso per l’assurda dinamica di un’aggressione così violenta e incredulo per il luogo dove è avvenuta”. Melucci, a nome della città, ringrazia “il Questore e le forze dell’ordine per il lavoro svolto, che ha portato nel giro di poche ore al fermo del responsabile dell’aggressione mortale” e poi aggiunge “tocca agli amministratori, adesso, prendere ogni decisione possibile per potenziare l’assistenza sociosanitaria sul territorio e sostenere l’impegno dei lavoratori che si sforzano ogni giorno di garantire il miglior servizio possibile”.
Sull’episodio era già intervenuto l’on. Ludovico Vico (Pd) chiedendo di ripristinare la presenza h24 del posto di fisso di polizia in servizio presso il pronto soccorso del SS. Annunziata che, attualmente, svolge il suo servizio dalle 8 alle 20. Questa mattina il deputato ionico è in visita negli ospedali di Taranto e di Grottaglie per comprenderne meglio le criticità e proporre le soluzione più idonee.
Proteste si levano anche dal mondo sindacale. I segretari generali territoriali Guido Cardella (Cisl Medici) e Aldo Gemma (Cisl Fp), sono intervenuti nei confronti del management Asl/Ta denunciando “i gravissimi episodi di cronaca consumati presso il presidio di Pronto soccorso dell’Ospedale SS. Annunziata – reparto che conta in media 250 accessi al giorno, per un bacino di utenza di circa 300 mila abitanti. Appena un mese addietro era stata espressa profonda solidarietà e vicinanza ad una dottoressa di turno presso il medesimo Pronto Soccorso, aggredita da un individuo completamente ubriaco, al punto che solo grazie all’immediato interventi di una Guardia Giurata e del personale della Polizia di Stato vennero evitate conseguenze peggiori”.
I sindacalisti della Cisl stigmatizzano “le evidenti, sconsiderate sottovalutazioni che il Direttore generale ed i Direttori sanitario e amministrativo della Asl/Ta mostrano sui fatti sopra richiamati – dichiarano Cardella e Gemma – e quel che è peggio finora hanno minimizzato le sempre più frequenti aggressioni ai medici e al personale paramedico e, come nell’ultimo caso, agli utenti bisognosi di attenzioni per il loro cagionevole stato di salute. Ancora una volta il sistema di riordino ospedaliero regionale in atto, mostra le sua crepe rendendo vittima personale sanitario e cittadini, nel primo caso per l’insufficiente quantità di operatori ed operatrici a fronte di carichi di lavoro eccessivi, nel secondo caso per le condizioni strutturali correlate alla erogazione dei servizi sanitari, specie nei Pronto Soccorsi.” Cisl Medici e Cisl Fp territoriali rivendicano, unitamente, “l’immediata dotazione, in tutte le strutture Asl/Ta di sistemi di videosorveglianza e maggiore controllo da parte degli organi di vigilanza preposti nelle strutture più a rischio, concertando specifiche indicazioni con le Organizzazioni sindacali.”