Sul Pezzo
Taranto, domenica riparte il terminal container. Torna al lavoro una parte di ex Tct
Da domenica mattina le gru del terminal container del porto di Taranto torneranno in funzione. Un piccolo passo che consentirà il rientro in attività di qualche decina di lavoratori ex Tct (Taranto container terminal), ma che costituisce un importante segnale di ripresa per lo scalo ionico.
Questa mattina si è conclusa la trattativa tra sindacati e la concessionaria del molo polisettoriale, la San Cataldo Container Terminal. Il porto di Taranto riparte nonostante la crisi globale generata dalla pandemia di covid 19. La Cma Cgm farà scalo nel capoluogo ionico con la rotta Turmed che collega Italia e Turchia con navi da 1,100 teus. L’arrivo era previsto per oggi, ma è slittato di qualche ora. Taranto sarà la cerniera, il punto di snodo intermodale verso il Centro e Nord Italia, in particolare con le città di Milano, Piacenza, Bologna, Jesi e Marcianise.
I numeri, per ora, parlano di 71 unità che rientreranno al lavoro, attinte dal bacino ex Tct confluito nella Taranto port workers agency appositamente costituita per gestire la crisi. Ma già dalla prossima settimana questi numeri potrebbero assumere dimensioni maggiori.
“Dopo un lungo dialogo, a volte acceso – si legge in una nota stampa di Raffaella Del Prete, general manager della società – la SCCT e gli stessi sindacati, dimostrando senso di responsabilità, hanno raggiunto un accordo che garantisce l’inizio delle attività del Terminal e l’impiego di oltre 70 lavoratori della Taranto Port Worker Agency (TPWA). SCCT ha inoltre il piacere di segnalare un impatto positivo sulla comunità locale grazie ai servizi che saranno offerti dal Terminal, servizi che potrebbero coinvolgere altri lavoratori e professionalità in carico a TPWA.
Con reciproca soddisfazione, si è raggiunto questo risultato positivo iniziale con l’ormeggio della prima nave del 12 luglio e con i nuovi futuri arrivi previsti dal servizio CMA-CGM TURMED, siamo certi di aver aperto la strada a un dialogo lungo e costruttivo, utile a costruire importanti relazioni con il territorio con un graduale ingresso di lavoratori nella Taranto Port Worker Agency (TPWA) e , nel contempo implementando e adeguando i servizi offerti dalla SCCT”.
Chiusa la partita legata all’emergenza per la ripresa dell’attività, Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti di Taranto sollecitano l’azienda “a condividere il piano industriale nel rispetto delle relazioni industriali, con uno sviluppo triennale completo dei carichi di lavoro previsti, delle maestranze da occupare, e un quadro generale completo delle figure professionali che si intendono impiegare in maniera da programmare con immediatezza i percorsi formativi”.