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Taranto, documento Pd contro i dimissionari: stavolta le firme ci sono

Pubblicato | da Redazione

Questo documento è firmato da nomi e cognomi. A differenza di quello che la scorsa settimana lo stesso Pd, come gli altri gruppi di maggioranza, aveva inoltrato alle redazioni per sostenere pubblicamente il sindaco Melucci, tuttora dimissionario.

Pd e maggioranza intera escono quindi dall’imbarazzo politico municipale generato dai franchi tiratori, ovvero da chi ha tradito il sindaco nell’urna del 31 ottobre, preferendogli Gugliotti alla carica di presidente della Provincia di Taranto. Il documento, che qui pubblichiamo integralmente, segue l’iniziativa dei 13 consiglieri di opposizione che si sono dati tempo sino al 22 novembre prossimo (ore 12) per raccogliere le firme da un notaio e attivare le procedure di scioglimento del Consiglio comunale. Un’azione politica che per adesso ha sortito un effetto: liberare Pd e maggioranza intera dal peso del “rimorso” di un tradimento che non avrà mai padri certi ma che politicamente, sino a ieri, gravava indistintamente sull’intera compagine che amministrava (e probabilmente amministrerà ancora) con il sindaco Rinaldo Melucci che per riprendere la marcia starebbe valutando alcuni ritocchi clamorosi. Insomma, contandosi sino a 13, l’opposizione di fatto sta consegnando alla Città, sul vassoio di un sindaco dimissionario, l’immagine di una maggioranza che alla fine, dritto o storto, c’è e forse ci sarà ancora. Almeno dal punto di vista matematico, presupposto necessario e sufficiente per applicare la teoria del “di volta in volta”, molto in voga da alcuni anni a Palazzo di Città in sede di votazione dei provvedimenti consiliari.

Ecco il documento Pd, che soprattutto punta il dito contro la scelta di depositare firme… a termine, scadenza che i promotori fanno coincidere con un’altra scadenza, stavolta fissata dalla legge, quella che il sindaco deve rispettare per ritirare o meno le sue dimissioni: 22 novembre.

Direbbe il saggio, la fidanzata o è incinta o non è incinta.  Incinta poco poco non può essere. Un po’ come i consiglieri comunali che si sono dimessi, ma poco poco. Vi racconteranno che sono duri e puri. Vi parleranno di coerenza. Foto, applausi, sipario. Ebbene sì, i tredici prodi consiglieri, di cui sei eletti in consiglio comunale solo grazie alla vittoria del Sindaco Melucci, vi stanno raccontando una realtà che non esiste. E qualcuno di loro dovrebbe saperlo meglio di altri visto che si tratta di avvocati. Ma procediamo con ordine. Cosa sono le dimissioni? Basta leggere l’art. 38 del TUEL per comprendere quanto la normativa sia chiara sul punto. Certo, giurisprudenza e dottrina hanno offerto interpretazioni  di autorevole livello. Ma non cambia la natura giuridica. L’atto di dimissioni dalla carica di Consigliere comunale si configura come un c.d. actus legittimus, in altre parole, si tratta di una manifestazione di volontà volta a determinare l’uscita del dichiarante dalla massima assise cittadina. Come tali, le dimissioni non possono essere sottoposte né a condizione né a termine. Condizione, invece, prevista negli atti che alcuni dei tredici prodi consiglieri dimissionari hanno postato, con tanto di posa plastica, sulle rispettive pagine facebook. Perché, in realtà, si sono sì dimessi, ma non troppo. Non c’è bisogno di scomodare Cassese per comprendere che si tratta solo di un bluff,  una trovata pubblicitaria che qualcuno sta cercando di usare per colmare il vuoto creato dal totale lassismo ed inutilità delle azioni che quei consiglieri hanno prodotto nell’esecuzione del mandato elettorale. O, peggio, si tratta di ignoranza.  E Taranto non può permettersi né consiglieri che bluffano, né consiglieri che ignorano l’importanza del ruolo rivestito. Hanno sottoposto a condizione le proprie dimissioni, pur non potendolo fare.
Hanno previsto un termine per la presentazione delle stesse (il 22.11) che è ben più in là del termine di cinque giorni previsto dal citato art. 38 TUEL per la presentazione delle dimissioni per il tramite di un delegato, che decorrono dalla data della certificazione della firma. La data del 22, a meno che non la so voglia far coincidere con l’inizio delle festività natalizie, rende ancora più ridicola questa farsa.  Continuano a bluffare giocando con le sorti della città che ha bisogno di un governo saldo e non di gente che siede in consiglio comunale per ventura. Quindi, caro Notaio Tacente, dia corso all’incarico ricevuto. Depositi le dimissioni nel termine previsto e dia a Taranto la possibilità di vedere sedute in Consiglio Comunale persone degne del ruolo rivestito, con un rinnovato apporto costruttivo.

Taranto, 14 novembre 2018

Firmato

Gianni Azzaro (Capogruppo PD)

Lucio Lnoce

Enzo Di Gregorio

Michele De Martino

Carmen Galluzzo

Emanuele Di Todaro

Emidio Albani

Gaetano Blé