Taranto, danneggiati dalle polveri Ilva. La Corte d’Appello dà ragione ai “ribelli di Tamburi”

Taranto, danneggiati dalle polveri Ilva. La Corte d’Appello dà ragione ai “ribelli di Tamburi”

I cittadini del rione Tamburi di Taranto per molti anni hanno subito l’aggressione delle polveri provenienti dai parchi minerali dello stabilimento Ilva. Ora lo certifica anche una sentenza della Corte d’Appello di Lecce, sezione staccata di Taranto. Il presidente Alessandrino e il relatore Scisci hanno rigettato integralmente l’istanza dei difensori di Ilva in amministrazione straordinaria.


In primo grado i residenti di una palazzina di Via De Vincentis, videro parzialmente accolta la loro richiesta. “L’Ilva, infatti, fu condannata al risarcimento dei cittadini – spiega l’avvocato Massimo Moretti – per effetto dei danni subiti a seguito della compressione del diritto di proprietà come diritto di godere in modo pieno ed esclusivo di un bene, determinata dalla continuativa esposizione degli immobili al fenomeno immissivo”. Il Tribunale quantificò il danno con un importo pari al 20% del valore degli immobili (dell’epoca). I ricorrenti ricevettero somme comprese tra 12mila e 16mila euro ad appartamento. “Per fortuna – spiega l’avv. Moretti – furono liquidati poco prima che l’Ilva fosse sottoposta all’Amministrazione straordinaria”.



Ilva, benchè passata sotto la gestione di commissari statali, si è opposta a quel risarcimento minacciando, in taluni casi, di ricorrere contro i cittadini per diffamazione. Ora la Corte d’Appello con la sua sentenza conferma il danno subito dai cittadini del rione Tamburi. “Nel provvedimento – aggiunge l’avv. Moretti – è contenuto un passaggio molto importante. La Corte sottolinea che gli stessi provvedimenti legislativi che hanno portato all’Amministrazione straordinaria confermano chiaramente e prendono atto della grave situazione ambientale causata dall’inquinamento proveniente dallo stabilimento Ilva di Taranto”.

avv. Massimo Moretti

Ora quanti volessero intraprendere la stessa strada, si troverebbero ad affrontare un giudizio per ottenere al massimo l’insinuazione nella massa passiva come creditori ordinari, in sostanza con zero possibilità di arrivare alla liquidazione del danno. Per questo l’avvocato Moretti sollecita una strada politica per la risoluzione del problema. “Il prossimo Governo – dice – trovi il modo di dare una risposta concreta ai cittadini di Taranto danneggiati per decenni dalle immissioni di polveri. Pe rle famiglie disagiate dell’area ad elevato rischio ambientale è stato istituito un fondo con una dotazione di 30 milioni di euro. Perchè non immaginare una soluzione simile per risarcire i danni causati dalle polveri?”.


Intanto dal rione Tamburi, chi può scappa. Salvatore De Giorgio è stato uno degli artefici della battaglia dei “ribelli di Tamburi” come furono ribattezzati dal Corriere del Giorno di Puglia e Lucania a novembre del 2011. Oggi, con grandi sacrifici, vive a Lizzano, ma il cuore è rimasto in quel quartiere dove andò ad abitare nel 1959, quando l’Italsider ancora non c’era. Il suo pensiero è rivolto ai tanti compagni di lotta, a cominciare dal compianto Peppino Corisi. £Il Comune di Taranto dovrebbe fargli una statua”, dice con gli occhi gonfi di lacrime.


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